UN GIORNO S’APPRENDE IL MONDO

Un giorno s’apprende il mondo nel suo furore, inatteso all’epoca, al paese, da dodicenni, forse questione di resistervi con pudore – un giorno, prima o poi, si muore, e se ne resta indenni.

IN POMERIGGI ASSOLATI

In pomeriggi assolati d’ombre corte, bui cameroni conservano l’istante e rintoccano servizi d’ore morte, nel fresco dormiveglia dell’infante.

CON LA MONETA

Con la moneta corrente di un paesaggio i morti ci ripagano, non vanno, anzi, ritornano qui altrove nei paraggi, sul monte dietro il tetto, nel secolo e nell’anno.

A TEMPO E LUOGO

A tempo e luogo, con questa icona o febbre dei luoghi nonluoghi lucori antelucani, bruciando tra sesta ora e nona, restandoci dentro, campandoci fuori.

IL MAESTRO

Il maestro Gualtieri da Roccafiorita, un padre a tanti, sia pure senza figli, restava a pensione presso le ex-ragazze di vita, in una traversa di Cairoli, non ci meravigli.

COME ANDAVANO E VANNO LE DONNE

Come andavano e vanno le donne nel paesaggio di ieri, nell’eterno anno – lo sguardo avanzava alle colline ad onde, onde di donne che non dicono ma sanno.

GEOGRAFIA DI MIO PADRE

(geografia di mio padre) Mi dice: il trentottesimo parallelo passa sul Sant’Elia, fino ed oltre il Monte Kalfa, divisa la Corea – però sempre ci lascia all’inizio del mondo, all’alba e all’alfa.

NEL SONNO ARMATO

Nel sonno armato, nel sonno-rappresaglia tornano e cosa vogliano, si chiede – a domanda non rispondono – nel sonno s’apre la faglia, nella crosta, la lava, il fuoco sulla landa.

CI SI ABBASSA SOTTO IL PORTICATO

Ci si abbassa, sotto il porticato, nell’ombra, sosta o fuga dal sole, ci si affaccia all’aperto del Bastione, al chiaro che è per sempre, al chiaro innato.