da “Cantabile ostinato” VIII

c’eri tu o forse no ma se c’eri spenta la luce stanca sonnecchiavi in quel divano scomodo le gambe allungate nel tuo sogno nel mio sogno però ricordo che c’eri e c’ero anch’io a meno di un dèjà vu o d’un qui pro quo e stavi in piedi le chiavi …

da “Cantabile ostinato” VII

simili a queste gazze ciarliere sul guard-rail ideuzze appena zampillate le mie uova covate ancora calde qui le deposito ma piove o non piove oggi esco faccio scongiuri nella linea sconvolta della luce nel rombo del mosquito colo a picco ma è bello stare balla tutto il quartiere chi su …

da “Cantabile ostinato” VI

prendo fiato mi fiuto mi slancio mi rilancio mi sbilancio più magro di un grissino su un piatto di bilancia me lo mangio alle 4 del mattino questo fiato di segugio innamorato basta e avanza ti dico mentre entri dopotutto è tutto ciò che ho avuto e altro non ti …

CANTABILE OSTINATO XXI

è possibile che io sia stato prolisso parole macinando eppure in questo ininterrotto parlottare ciò che di noi precipita e non fa rumore affogo ma per amore per amore parlerei fino a domani e so per cento che non mi dirai stai zitto

CANTABILE OSTINATO XX

più sotto è sempre il sotto è un digradare da piani a testa in giù precipitare più giù come un sub sotto il sotto del sotto che è sotto non mi andrebbe e neppure lo stare quassù le mani in alto dentro bisbigli o urla che svegliano larve o turbano …

CANTABILE OSTINATO XIX

sarà questo vento la mia irrequietezza ma oscillano come dopo un segnale mare quarzi palme nane sfoglia pagine un soffio di calde parole un fulmine verdognolo del tafano piomba da fratte sulla schiena un refòlo è rimasto aggrappato più del dovuto sul sopracciglio la mosca nell’occhio uno sbuffo appena di …

CANTABILE OSTINATO XVIII

il vento che cancellò fermate e rimestò fiati cellule occhiate e si avventò sui pali battendo alle porte sprangate le sue nocche cocciute tu fallo cristallo che non si rompe all’urto metallo o vocale che non percuote  

CANTABILE OSTINATO XVII

ciò che è rimasto non è l’urlo né l’ultima foglia strappata dal temporale è invece la mente che assedia la sua ombra dopo una guerra appena combattuta e ferma le frasi la notte che arretra se sui campi rasati piume travolgono case

CANTABILE OSTINATO XVI

senza peso si ricongiungono cose distanti in un punto vi abitano case visi perduti comete è movimento la sosta che fanno nel sonno si acquietano mute poi le arruffa un soffio e altro vento mutate le aggrega impazzite

CANTABILE OSTINATO XV

passerà di qui la stagione che ti somiglia con polverine fatate tremori stupori lepidezze in bilico del surfista sull’onda più alta rimmel sulle sue ciglia e un fermaglio ai capelli passerà come dentro lo specchio lo stiracchiarsi del gatto o il mio sbadiglio prima di andare a letto