LINGUA

La disciplina della punteggiatura. L’umiltà della matita. La grammatica breve, elementare ed esatta. L’onestà intellettuale. Il decoroso incedere delle parole. E noi siamo affabulatori giocolieri.

SCRIVERE

«Vi arriva il poeta e poi torna alla luce con i suoi canti e li disperde.» Giuseppe Ungaretti   Scrissi di getto. Scrissi il dolore. Scrissi perché lessi. Scrivo perché scendo.     (da Il Logorio della vita Moderna, 2021)

LEGGERE

Voce viva, benedizione, carezza sul capo, pare. Passi, echi di carta e sudore, seguo. Non so fin dove arriverò, forse non lascerò l’uscio di casa nemmeno. Per i miei pensieri, resta il calore di un abbraccio lungo e leggero. Ma se potessi ascoltarvi tutti, nemmeno li scriverei.     (da Il …

SOPRA LA CITTA’

E sorvolare i colli. La foschia è sempre più densa. Insieme addentrarsi, a caccia di cirri e più ampia, bianca spumosa vista. Galleggiano rade sull’altostrato soffice, le nostre coscienze. Non conosco i lembi della rete sensoriale che catalizza e infrange, ci spingeremo fin dove frastuono sembra pacarsi, limite del nostro …

PAPAVERI DI MONET

Un piccolo vassoio verde stampati i papaveri di Monet, due tazzine di caffè strette strette in camporella. Fondo oscuro, piccolo abisso domestico. Me e te.       (da Il Logorio della vita Moderna, 2021, su autorizzazione dell’autrice)

SELVA

Zolle di terra compongono il tuo corpo. Ad occhi chiusi gratto il contorno. Scivolo e mi sgretolo, ferita già aperta. E mi faccio terra, fiumi e mari, universo, arenile e montagne innevate, il lavoro del cosmo per costruire altre stelle, la cintura di Orione, il silenzio, la pelle. Congiungersi e …

LUOGHI COMUNI

Certi luoghi restano tuoi per sempre, un quadrivani di periferia, un verde fazzoletto di terreno dove giocavi da bambino lieto, una striscia sabbiosa con lievi orme, la piazza nel sole di ferragosto. Certi luoghi diventano per sempre unico termine di paragone, per valutare gli altri e le stagioni il vento …

VITO

Se fossi stata Vito sarei stata un ingegnere, avrei saputo riparare un lavandino e costruire uno scaffaletto. Forse avrei imparato a non piangere, e a chiudere un circuito elettrico. Avremmo litigato per l’ultima sigaretta ed esultato per ogni gol a calcetto. Ma non sono mai stata Vito, sono nata femmina …

PALLINE DI PANE

Palline di pane sulla tovaglia della colazione era quello di te che lasciavi ogni mattina. Indurivano fino a sera, come i tuoi pensieri.     (da Il Logorio della vita Moderna, 2021, su autorizzazione dell’autrice)

NEANCHE I TUOI OCCHI FANNO SILENZIO

Seduto fra infanzia e adolescenza ci guardi obliquo e ispido, come erba robusta di prato. Neanche i tuoi occhi fanno silenzio, pozze d’inchiostro, tempesta in agguato. Prendi un po’ fiato, solo un minuto, aspetta la mia mano carezza leggera. Non sarà più il sostegno, che hai sempre cercato, ma basterà …