Opera di Sabina de Pasquale
Opera di Sabina de Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pippo Zimmardi, “cose”
Il cucchiaio nell’orecchio

 

 

 

SMAGLIATURE

Mi si smaglia il cervello alla vista di gambe e braccia mie, ma non demordo. Penso a come, con l’uncinetto, ho recuperato la vestina di Elide, le braghe di Diodato, il centrotavola di Assunta. Per questo tiro fuori dall’armadio i ferri del mestiere, ago, filo e ditale, e di buona …

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Nei sogni che nessuno può sapere indossa un revenge dress da manuale — è un po’ una paladina della notte, di quelle che proteggono i più soli con i capelli in piega e il trucco shock. Di giorno colleziona campioncini di fragranze, di creme contro il tempo che è passato. …

SOGNO AMERICANO (XVII)

l’hai risvegliata con l’acqua della vita e ora a te piace stare qui, accontentarti di oggetti.  mogli esauste sul fondo di una bolla, zattera che affonda. nascosti tremano di paura i carpentieri. di cosa intendi vivere oggi, cane minore? scorri la prenotazione del viaggio, le norme assicurative, il meme reale, …

da “Si guarda com’è il sole” (1)

Si guarda com’è il sole. Se è pallido, se è appannato non basta, non conviene uscire. È precisa la diagnosi: amiotrofia in soggetti anemici. Le bambine escono solo quando il sole può indorare loro le palpebre chiuse, che hanno lo stesso colore ghiaccio dellino dei port-enfants. Nessuno può spiegarsi perché …

Storia di editori. Flaccovio (2)

A Palermo (a sera) dopo la conta dei libri venduti veniva l’ora di sbrigare la corrispondenza. Erano quei contatti, erano quegli autori e pittori il vero patrimonio – le entrate bastavano per continuare il lavoro – il lavoro era passione. Come talvolta accade aveva cominciato con una piccola libreria, poi …

Quannu e comu

ci sunnu frati e figghi chi sentunu ‘a rema nte ‘ricchi e chi sunnu preni ‘i ddha rema di ddhu mari di tempu squaddatu, chi ddhrummenta e non rispigghia, chi fa notti e poi non brisci, chi non dugna lusthru p’a vigghia, du niuru sempri prenu nta ‘ll’occhi du sirenu …

MALA

Alcuni la chiamano anche Mala perché a certuni fa male. Ogni tanto ci vanno, ci pisciano, non ci trovano niente, tornano indietro. Poi ci vanno di nuovo, non trovano niente e tornano sulla Terra. Senza costrutto, senza criterio. Vanno, fischiettano, tornano. Cosa ci vanno a fare. Non sanno che farsene, …

esiste un ingranaggio linguistico

esiste un ingranaggio linguistico, tra le piccole verruche, dove si respira ancora il greco secco e lo si può scambiare col metallo di esso. fa riflettere sull’udito, come il prodigio di un alibi, perché si costruiscono gli anni come si costruiscono le decorazioni. dalla tua famiglia gocciola un vetro vecchio …

TSE-TSE

Di colpo svanivo mollaccio su di una panca di legno segnata da unghia di draghi alati di riposo da cacce sfinenti. E tornavo al padre per giorni interi perdendomi nel senso dell’esserci, privo di qualsiasi senso di senso compiuto. Incomprensibile il mio verbo parlavo tra me e me senza aprir …

da TACCUINO BIANCO (2)

* Il muro a calce nasconde molti pesci. Quando è notte i loro occhi illuminano la strada verso il fiume. Sulla sponda del fiume una donna fa danzare le api su un’asse di legno, è un lavoro minuzioso che richiede grande abilità. In un momento di voce sola ti ho …