Pippo Zimmardi, “cose”
Il cucchiaio nell’orecchio

 

 

 

PRIGIONIE

Dalla bretella esterna avevo cercato di sturare il vecchio computer per tutti i nove giorni del fine settimana. Conteneva diverse microfinzioni che possono sempre servire per farsi amiche le guardie. Il successo, le cadute, i fatti mai accaduti, i tesori nascosti nei salutari periodi brevi, le malattie dei lunghi inverni …

Onirica λ

Una terra straniera senza nome, senza coordinate, dove non sapevo come fossi arrivata. Non c’erano strade. Tutta la superficie era coperta da una sabbia finissima e colorata. Le sfumature formavano dei disegni. Curve morbide, spirali e cerchi concentrici. I piedi non affondavano, il corpo non aveva peso. Ad ogni passo …

COME FOSSI CON ME

Sei ancora l’ultimo scorcio di vita che inciampo poco prima di chiudere il sipario. Una sana malattia fuori dai confini del dolore. Sapevo di saperti nei miei giorni come una lamella pungente da rendermi cieco a tempo e spazio. Sapevo di inebriarmi di sorrisi vani e spenti ad entusiasmi contrastanti. …

FIORI CHE SEMBRANO COTONE

È stabilito, dunque, che tra gli episodi meno decisivi per la storia dell’umanità si annoveri il colpo di tosse dato in questo istante in rue du Marjolet 42, cafè Bastian, al tavolo 3 accanto alla vetrata esterna. L‘uomo che parla siede di fronte a una signora che lo sta ascoltando. Si …

IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA

Bimbo bello, il bello della pisciatina la mattina è il colore dell’urina il bello dell’appetito l’acquolina, il bello della colazione l’orzo bimbo, e il bello dello yo-yo nella pioggia l’effetto turbina.   Nel caffè si tuffa un biscotto, un pagliaccio nella panchina, un paio nel pagliaio, e un tuorlo nella …

(fattibilità) pesi e misure

etti chili pietre once quintali, sassolini, unghie.   un dispositivo predisposto per pesare parole, frasi, prolusioni e volumi di suono. silenzi, turni di parola, posture, ritmi, assenze. avevo anche pensato a come avrebbe funzionato circa casi specifici. quotidiani. casi orari, vista la frequenza. lo vedevo abbastanza fattibile utilizzando una grafica …

da I GIORNI QUANTI (152)

“Ossa di pesce si era levato le Reebok e l’ambiente ne aveva risentito.” Aldo Nove. La città. Lotto con il computer per imporgli la firma dell’ultima citazione che mi corregge – automaticamente, testardamente – il cognome di Aldo in Novembre.

COME LA VEDI VIENNA?

L’euforia quando arriva arriva. Come il Natale, che poi quando passa ci rimani sempre un po’ così. E, nel mentre dell’instradare certi pensieri, cercando di declinarli in creativo, mi ritorna una frase amica che m’ammonisce sorridendo di non usare parole troppo auliche o ricercate, perché può sembrare (a occhi distratti) …

VESTITO BIZANTINO – 98

Nequitoso l’ennesimo tramonto Il guaio che finirà semantico Verso lo stato letale. Con un montante al mento sto zitta Particella alluvionale. Eppure il parto andò bene Ma la vita del torto cambiò Le viscere intrugliate. Al centesimo anno si meravigliò Ctonia la mia marca superi La lenta morte del tetro, …

LA FORMA DELLA PAROLA

(1977) La Parola viene vista ”  ” ascoltata ”  ” tastata   1 – rispetto all’occhio è a colori–è in movimento (A) (intenzionale) in bianco e nero è in movimento (A) (verifica il proprio mondo)—– è immobile (B) 2 – rispetto all’orecchio è continua è impropria (sentenziale) discontinua———-è definibile (conferma …