Pippo Zimmardi, “cose”
Il cucchiaio nell’orecchio

 

 

 

la parola in vendita (1995)

203 il suggeritore con calma mi racconta le sconfitte della parola e descrive la sua naturale incapacità di mettersi in allarme dice ‘mi sono mosso sempre nell’ordine dell’inevitabilità dei dati’ dice anche ‘scrivere è indicare come si scioglie un percorso e come scompare la memoria lungo l’affioramento delle tracce’ siamo …

dai “Cantici dello stagnaio” VIII

Chiudo un occhio – sputacchio. Me la rido di me – così imparo. Ecco qui l’ennesima domenica, noiosa come una guida pratica. Nell’acquaio le posate parlottano di pioggia di carrozze e di conventi. A che servono la schiuma e le bugie? A che servono le pagaie? Io sono uno scontrino …

MATRIMONIO TRA BANDIERE

«Lacerto nazional-popolare cerca metà superiore per tamponare le proprie mancanze, illudere le proprie mancanze, far volare le proprie mancanze intuendosi vento in giornate aride e secche e cadenti e scariche. Garantita serietà, costruzione di senso accertata attraverso interpretazioni rorsachiane, chiaroscuri semantici, bruciature ideologiche. Insieme dimostreremo all’oblio che non si scherza.» …

da “Si guarda com’è il sole” (9)

Ha lasciato cadere l’attizzatoio ed è schizzata dentro con grida da pipistrello. Non era la prima volta che vedeva una macchina fotografica, era però la prima volta che una macchina tentasse di fotografarla. Del resto, Franco, figlio maggiore di Don Ciccio, era la prima volta anche per lui. Con l’obiettivo …

da “Cantabile ostinato” VII

simili a queste gazze ciarliere sul guard-rail ideuzze appena zampillate le mie uova covate ancora calde qui le deposito ma piove o non piove oggi esco faccio scongiuri nella linea sconvolta della luce nel rombo del mosquito colo a picco ma è bello stare balla tutto il quartiere chi su …

DALLA BASE DELL’OMBELICO

Dalla base dell’ombelico fino all’infinito mondo. Dietro finestre del passato — rimarcare ogni giorno la linea della presenza. Nell’altrove, lungo il tempo che si dimentica. In una luna che non ha coraggio, negli occhi vivi di una creatura. Essere nel fondo delle cose, nelle radici. Dove tutto parte e poi …

LUDOPATIA

Ho passato la vita a infilare le mani nelle bocche degli altri, lavorando nello studio di un dentista. Poi gli sconvolgimenti climatici mi hanno reso disabile, sullo scroto mi è cresciuto un puzzolente guscio di tartaruga che rende difficile ogni funzione biologica, minzione o masturbazione che sia. I denti sono …

TROIA

Pare d’inferno quel senso di inesattezza ciclica che ti investe il sonno fino a renderti crema molle inconsistente e giallastra, sporca come l’aria incontaminata del mare Egeo del sangue acheo.

*

Sono gelosa dei miei dispiaceri — li nascondo sotto al materasso, nella fodera del guanciale, ci passo la notte. Non li divido, non li presto, non li metto in banca. Che non ti venga   in mente di toccarli, di arraffarli con le belle parole degli investitori — non frutteranno, …

S.T.

senzatitolo, il titolo, ma non s’intitola senza titolo, titolo s’intitola, ché senza priva, toglie, sottrae. Titolo, invece, certo del fatto suo, s’immaginava camminare per via assolata, al riparo dalle mura riarse della città vecchia, con le angurie spaccate di zucchero e i vitigni bassi che per dissetarsi allungavano i raspi …