Onirica ν

Mi trovo sulla cima di un’altura. Di fronte si stende una valle sterminata, nemmeno da quell’altezza se ne scorgono i limiti. L’orizzonte si sfoca a ogni punto cardinale. Mi indicano il fondo. Nell’abisso verde degli alberi e le radure, si percepisce il movimento della vita, un procedere che muta senza …

Onirica μ

La nonna era nel letto, sdraiata dalla sua parte sotto le coperte. Dormiva. Dall’altro lato, se ne stava ste- sa mia sorella. Aveva la faccia bianca, i capelli bianchi e un fazzoletto bianco sul capo. Si vedeva solo il volto. Il resto del corpo era avvolto dalle lenzuola. Le tapparelle …

Onirica λ

Una terra straniera senza nome, senza coordinate, dove non sapevo come fossi arrivata. Non c’erano strade. Tutta la superficie era coperta da una sabbia finissima e colorata. Le sfumature formavano dei disegni. Curve morbide, spirali e cerchi concentrici. I piedi non affondavano, il corpo non aveva peso. Ad ogni passo …

Onirica κ

Sono a bordo di un carro. Gli animali sono stati attraccati sia sul fronte sia sul retro in modo che si possa procedere in entrambi i sensi senza fare inversione. I cavalli non trainano, volano, anche se non hanno le ali. La forza propellente che muove il carro a grande …

Onirica ι

Una cattedrale di pietra in aperta campagna. Una cattedrale gotica, possente, imponente. La cattedrale di una prospera città fiamminga. La guardo da una capanna posta di fronte. Sono sulla soglia. Guardo e aspetto. Aspetto un terremoto. Il terremoto dovrebbe colpire la cattedrale. Ce n’è stato un altro nel passato. Si …

Onirica  θ

Mi attaccavano dei vampiri. La notte era buia, senza luna, senza stelle. Intorno non c’erano alberi e l’erba non cresceva. Li combattevo con un braccio solo. La mano reggeva un pugnale. Apparivano in volo con delle ali stropicciate e appiccicose da pipistrello. Me ne trovavo davanti a decine e li …

Onirica η

Mi sveglio di soprassalto dentro un sogno. Apro gli occhi e dinanzi a me c’è il mio cervello: una lastra marmorea cosparsa da tenui venature. Sottile trasparente, come se ne vedessi una sezione attraverso il vetrino di un grande microscopio. Emana una luce bianca, piatta, fonte ed effetto della sua …

Onirica ζ

La piazza è quadrata, recinta da palazzi alti su ogni lato. Condomini con finestre, balconi, vasi di fiori, e stendini. Uno spazio bianco e deserto con panchine di pietra. Tu e io stiamo aspettando. Qualcosa, non qualcuno. Non parliamo. Il rumore secco di una crepa che si apre risuona nel …

Onirica ε

E. parlava. Non era più grande di quanto lo sia ora, ma articolava dei ragionamenti e partecipava alle nostre conversazioni. Sapeva camminare, ma per lo più se ne stava in disparte. Dormiva da sola sul prato avvolta in una coperta. Quando si svegliava ci raggiungeva senza mai trattenersi molto. Non …

Onirica δ

Mio padre mi chiama. Ha qualcosa da farmi vedere. Lui vive in un altro posto, che è un altro mondo, forse un altro pianeta. Dove vive mio padre è tutto blu. Mio padre ha imparato a fare qualcosa di nuovo. È diventato bravo presto, come sempre riesce lui. È anche …