SOGNO AMERICANO (XIV)

abbondantemente oltre i trenta gradi, qui una variazione delle due squadre affonda due reti per parte. linee sdoppiate laser, un’aura cefalica affianca a due mesi dal parto il primo volume, solo domani in allegato, abbonati. parliamo ad ascoltatori vari in qualità di autori vari. è un regalo di compleanno nella …

SOGNO AMERICANO (VIII)

in mostra la fragilità del mito romantico. stasera si vorrebbe ordinare una pizza ed esprimere vicinanza a chi con coraggio sferra pugni a colpevoli in ciabatte sui treni, nei centri di smistamento postale. il giornalista dice che ci sveglieremo sgomenti, frastornati e di nuovo con coraggio saremo capaci di sopravvivere …

SOGNO AMERICANO (VII)

interno notte. faro spotlight inquadra donna al centro del palcoscenico. donna tiene con due mani un erogatore di candeggina con il logo ben visibile, in forma di sponsor.   donna (monologando con passione): ricordi il divano, i medical drama, gli spilli piantati sotto i palmi e il pianto incontrollabile? già. …

SOGNO AMERICANO (VI)

interno pomeriggio. palcoscenico privo di allestimento, luce naturale, nessun oggetto di scena. donna e uomo nudi, seduti.   uomo (inespressivo): vado in guerra. ci vediamo più tardi. donna: ok. riempi le borracce. (silenzio prolungato). prima devi risciacquarle. uomo: (incomprensibile, impreca) donna: ci sono anche delle fragole. (silenzio prolungato). lasciale lì. …

SOGNO AMERICANO (V)

interno notte. luce di lampada calda. uomo passeggia in solaio. sfondo di pettirossi morti allestiti disordinatamente sul parquet. l’uomo scompare dietro una quinta affrettandosi, vorticando le braccia il più velocemente possibile come se stesse precipitando. nell’angolo a sinistra del proscenio donna anziana solleva una gamba. la muove a sinistra. lentamente. …

SOGNO AMERICANO (IV)

  sipario già alzato. interno pomeriggio. attico con vista su fabbrica abbandonata. un ronzio al centro del palcoscenico cresce fino a diventare insopportabile. buio.

IL SOGNO AMERICANO (III)

Infine, diventano vetri, segherie inquinate a capofitto nei boschi, ettari, pluriomicidi impiccati in death valley. Fra poco verseranno gli oceani sottoterra per chilometri, tutto giù, nelle crepe in funzione di abissi. Ficcato nel buco nascosto, tra deserti e segreti di stato, ti raggiungono con l’acqua, il sale e le idee. …

IL SOGNO AMERICANO (II)

Insieme a docce di filo spinato, arrivano a supporto i missili, in orario preciso, sopraggiungono senza obiezioni, è deciso, la Storia ha deciso: il taglio azzurro del bilocale è la conferma che esistono due porte, una davanti all’altra e un soldato a ogni ingresso. La faccia del primo ricompone i …

IL SOGNO AMERICANO (I)

Metto tutte le finestre del 1963 nei cataloghi di fotografie. Le incollo dietro ai manifesti che presentano il lato più esposto allo strappo. Dentro c’è una cassetta di sicurezza da cui fuoriescono guanti da mimo. Il magazzino è deserto. La gola è secca, la fabbrica coperta di squame. Negli pneumatici …

EGIZI

  …[…]…facciamola finita facciamola semplice facciamola semplice e finita la storia è finita gli alieni che costruiscono piramidi esistono- ci capiamo – anche retrorazzi bruciano i gatti nei campi di grano e fanno cerchi di radiazioni cadendo mi spiego con una lunga perifrasi – quelli che fanno calcoli astronomici presunti …