LACRIMAE RERUM 25

Sono sopravvissuto ai denti di latte, all’odore delle sacrestie, al cuore trafitto dai pugnali, ai peccati mortali che puzzavano di cera, alle preghiere, ai giochi feroci della carne, alle risa dello sberleffo, alla magrezza, alle piaghe della pelle, alla paura dei corridoi vuoti, al freddo dei corpi dei miei morti …

LACRIMAE RERUM 24

Hanno un sapore asprigno le ore del vecchio. Non più i giorni del vigore; e la menzogna della giovinezza si è dissolta nelle povere ossa che scricchiolano ad ogni passo; e lui cerca le pause: fa inutili corsette, ingurgita pasticche, e il tempo, quel sadico pagliaccio, si trastulla come fanno …

LACRIMAE RERUM 23

Sono l’ospite di una casa di luci ed ombre dove si aggirano fantasmi che ansimano come questo vento che fa sbattere le persiane e, senza pietà, mi spinge nella stanza più alta dove si accende il rumore dell’alba, senza pietà per i gechi che impazzano accanto alle feritoie e rido …

LACRIMAE RERUM 22

E dai, giochiamo a pallone, ancora una volta sotto casa, nella strada, con i ginocchi sbucciati e le croste che hanno un buon sapore se le lecchi, e tu tiri i sassi agli uccelli che si spaventano appena, sotto i tetti, con la spiombola fatta in casa con gomme e …

LACRIMAE RERUM 21

Vaccino   Sbuffa il vento e si agitano i tigli, Pegaso, il cavallo con le ali, è il nome di questo stanzone anonimo, zampettano le vecchie a braccetto delle figlie senza volto, si guardano smarrite intorno, spariscono nell’antro e poi ritornano, più leggere sembra, di nuovo nel vento nell’andirivieni incessante, …

LACRIMAE RERUM 20

Il tradimento   Abbiamo sognato la pace dei ricordi, una storia, ma la scena si consuma al fuoco del tradimento, troppe zeppe per far tornare i versi troppi errori nella trama. La vita è stata e basta, e la felicità è oscena come la morte. Guarda l’erba che brulica di …

LACRIMAE RERUM 18

Accompagnami, ti prego, in questa strada polverosa che si perde tra i sassi in questo sole che ci acceca e secca i ciuffi d’erba sulle prode dei fossi.

LACRIMAE RERUM 17

(landolfiana)   Un tempo giocavo d’azzardo e la mia pingue paghetta la intascavano i marpioni. Io aspettavo con l’ansia dell’innamorato la depredazione, cercando prestiti, risparmiando, tutto per accedere a quella saletta fumosa, a quei canaglieschi compagni. Ora sono morti o vegetano assistiti da badanti bulgare, e io non gioco più. …

LACRIMAE RERUM 16

(ripelliniana)   “Lasciatemi in pace, sarabanda di grida, cacofonia di demoni che bussano con facce grifagne ai vetri invocando la vita, lurida fattucchiera”, disse il vecchio, “sono stanco del mellifluo richiamo della speranza, preferisco il deserto, le inospitali scogliere del dolore, quanto più vero e onesto, lasciami in pace servo …

LACRIMAE RERUM 15

Ora che scoppia l’estate dopo le piogge consolatorie dobbiamo riaffacciarci alla vita per forza, c’è anche un’estate dei vecchi però con le ulcere al culo che grondano sangue e odorano di morte, mentre le rose sfacciate gialle rosse bandiere cantano la vita