QUI SI FANNO TRAMEZZINI CON GAMBERETTI BOREALI

sciabordio assordante e schiuma tanta schiuma e viscide alghe rivoltolate rabbiosamente insieme alla sabbia strappata via al fondale da marosi instancabili vogliosi se mi abbandono loro ora di trascinarmi a largo di questo mare verde ovunque ora di riconsegnarmi alle dune al momento battute da pochi ostinati bagnanti rimasti in …

(L’OCCHIAIA. 100.)

Ormai prossimo alla vetta, non senza qualche difficoltà, avanzo saltabeccando sulle rocce affioranti dal pianoro per non calpestare – cosa di cui i due alle mie spalle, un uomo barbuto e brontolone e una donna silenziosa dai capelli di un ondoso castano scuro, non si curano affatto – l’origano in …

(L’OCCHIAIA. 99.)

Affronto i pioli traballanti della scala allungata dentro un’oscurità puzzolente di muffa senza esitazioni, due per volta, allontanandomi alla svelta dal respiro affannoso di chi vorrebbe ad ogni costo seguirmi e tuttavia non ce la fa a starmi dietro. Nemmeno quando m’imbatto nello sportello che mi sovrasta perdo questo slancio …

(L’OCCHIAIA. 98.”Bipedi 16”)

voci beffarde tante di adolescenti si chiamano da punti diversi della via echeggiante di repentini scalpiccii cercandosi l’un l’altro con nomi di fantasia che urlati a squarciagola dentro il buio cavernoso intrappolato tra gli stipiti degli ingressi zittiscono la notte appena sveglia ma già tempestata di occhi spioni

SULLE RIVE DEL TONTO (46)

una volta al di là dei salici venuti su rigogliosi e verbosissimi uno accanto all’altro sull’argine trattengo il respiro e dopo il brivido d’un salto nel vuoto eccomi quaggiù sprofondato fino alle caviglie nel terreno farinoso del greto biancheggiante specie lungo l’argine di sassi ovali levigati umidicci un passo svelto …

SULLE RIVE DEL TONTO (45)

Con una dimestichezza acquisita inconsapevolmente durante i calabronaggi nelle schive alture quisquinesi Tà senza smettere d’annasare i gialli assordanti delle ginestre fiorite anzitempo pizzica i fili d’una ragnatela tesa fra due ramoscelli vicini e mentre accordi inauditi come per incanto sbocciano sotto i polpastrelli occhiuti si gira verso il bambino …

(L’OCCHIAIA. 97.)

Stretta ai lati da muri fuori piombo che sanno di gesso, di fianchi d’animali, di gomiti sbucciati, la via, vinta la voglia del ragazzo che la spinge ogni giorno fino all’imbocco di un sentieruccio erboso e, da qui, saltellando come un rospo, ad addentrarsi nei campi di maggio in cerca …

SULLE RIVE DEL TONTO (44)

Complice un sole che non c’è una luce accecante viene fuori a sorpresa da uno strappo improvviso fra le nuvole giunte fin quassù pianpianeggiando compatte dalla lontana marina e frammischiata a tiepidi goccioloni di pioggia ottobrina cola giù obliqua sopra uno sperone di rocce barbute di muschio puntato dritto contro …

(L’OCCHIAIA. 96.”Bipedi 15”)

C’è come melassa sotto le suole degli intervenuti  ammassati in ossequioso silenzio nel corridoio fra i banchi allineati a destra e a manca lungo la navata centrale. Si lumaca. Due passettini alla volta in avanti poi  per interminabili minuti si rimane bloccati a boccheggiare in prossimità di odori singolari che …

(L’OCCHIAIA. 95.”Bipedi 14”)

Si volta di scatto dall’altra parte spazza via con le dita i tanti granelli di sabbia finitigli addosso volando complice un vento maldestro dal nostro telo da spiaggia poi gira la faccia già pronta alla lite di nuovo verso di noi sorprendendoci immobili sul bagnasciuga a parlottare sottovoce dell’accaduto con …