SULLE RIVE DEL TONTO (40)

Veniamo fuori da una notte nel folto di un bosco di querce secolari uno alla volta, da punti diversi. Spaesati intirizziti taciturni io, Tà e Francesco, con ai piedi ancora le zampe palmate del mio papero disneiano preferito, convergiamo cauti verso il margine estremo del terrazzo di pietre sbiancate e …

(L’OCCHIAIA. 84. “Bipedi 9”)

Come un cagnolino obbediente, sta con affanno dietro al frettoloso mazzetto di lilium appena acquistato tenuto discosto dalla scritta fucsia “S P A R C O” in bella mostra ad altezza del cuore palpitante sul  grigio nuvolo della tuta da meccanico, nuova fiammante;- ma, poco più avanti, giusto lungo il …

(L’OCCHIAIA. 83. “Serra Moneta, S.S.Q.”)

Sassi d’ogni forma e dimensione inciampano sui duri musi di cuoio e gomma degli scarponi ghiotti di passi, rimbalzano verso i ciuffi di erbette rinsecchite crepitanti lungo il ciglio del viottolo e da qui, platealmente,  si lasciano cadere a peso morto giù per il precipitoso fianco della montagna trascinandosi appresso, …

(L’OCCHIAIA. 82. “Bipedi 8”)

sbaglia spesso passo mentre rivolta verso l’esterno ogni sua tasca indugia incespica barcolla ciononostante riesce a guadagnare terreno e raggiunta la giusta distanza prontamente allunga le mani sporche già unite a coppa per accogliervi quei pochi tintinnanti spiccioli di euro che lo promette  solennemente non mancherà di restituirmi al più …

(L’OCCHIAIA. 81.)

Benché sottile e, in certi tratti, crivellata da orme di uccelli, la scricchiolante crosta di sabbia che stamane ricopre la striscia di spiaggia a pochi metri dal bagnasciuga sostenendomi senza franare agevola il mio lento andare. L’assordante sciabordio, l’incalzante ravanare del vento e il suo codazzo di schiume iodate rubate …

(L’OCCHIAIA. 80. “Bipedi 7”)

ha la faccia paffuta da femminiello mancato tagliata in due da radi baffetti  color cenere giallastri forse di nicotina giusto sopra le labbra sottili luccicose di bava e un addome prominente lallerellone subito spaparanzato sul bordo molato del banco non appena vi giunge davanti pianellando elemosina più e più volte …

(L’OCCHIAIA. 79.)

grosse noci di cocco occhieggiano dalle chiome spettinate delle palme sparpagliate fra le dune franose dove scarabei pignoli tracciano sentieri di fortuna improponibili all’adolescente  impegnato a scavare sul bagnasciuga birroso buche profonde dentro le quali puntualmente cascano con  vaporosi oh di gola madonne raffaellesche   strani uccellacci rissosi volteggiano sotto un …

(L’OCCHIAIA. 78.)

Goccioloni bianchicci, obliqui, provvidenziali, disperdono l’afa agostana… Me ne sto immobile sotto un riparo di foglie scure puntute di ghiande mentre entro ed esco a mio piacimento da un ricordo d’infanzia: sono una macchia di colore inafferrabile nei vialetti bagnati! Saltello sopra la nuvola intrappolata nelle pozzanghere e raggiungo il …

(L’OCCHIAIA. 77. “L’oleandro fiorito 7”)

Ogniqualvolta l’uomo, indolentemente addossato al tronco ritorto dell’albero, scolla un braccio dal fianco e fa sfarfallare la mano verso qualcuno o qualcosa, con l’altra tira fuori dal taschino della camicia uno zippo. Per pochi secondi, animose scintille eccitano l’aria poi, una fumosa fiammella guizza vicinovicino alla punta del sigaro brancolante …

(L’OCCHIAIA. 76.)

Inaspettato e per ciò doppiamente gradito, sulle distratte superfici incolori delle vetrine a tutte le ore ingrigite dai soliti svogliati riflessi di figuranti locali, pettirrosseggia indisturbato il rosacipria di un’appariscente vestitino femminile…