(L’OCCHIAIA. 91.”Giorni rubati 3”)

non cedo all’insensata arroganza di un silenzio invadente bugiardo ostile e per giunta sordo a qualunque sollecitazione sonora    diserto dalle orecchie e mi abbandono alle voci tutte nessuna esclusa che ho dentro    ed è una goduria sentirle scoppiare ognuna  col proprio timbro qua e là nei pensieri brancolare fra …

(L’OCCHIAIA. 90.”Giorni rubati 2”)

non un’anima viva lungo la via lunga occhioecroce quindici lenti minuti scanditi dalla luce scurusa dei lampioni scarabocchiata sui muri traballanti della case addormentate sotto il cielo incolore privo d’astri di un’alba imbavagliata fin dal primo chicchirichì da una rada nuvolaglia

(L’OCCHIAIA. 89.)

   Sull’assolato terrazzo, irreali nella tremolante calura pomeridiana, due affiatati volpini – la mia Clite giovanissima e una Clite così avanti negli anni da avere il pelame nero chiazzato di bianco ingrigito e gli occhi vivaci spenti dalle cateratte – terrorizzano un piccione che, incapace di volare, per sfuggire ai …

SULLE RIVE DEL TONTO (43)

Una spettacolosa colonna di fumo bianco e denso sale lenta fino a una certa altezza e tenta più e più volte in punti diversi l’azzurro quisquinese: lo stuzzica, lo strattona, scova un varco praticabile, vi s’assottiglia dentro poi scompare. Ma quel suo odore di buona legna bruciata, tanto gradito al …

7/10/17. ELIO PER FRANCESCO

Strappi le dita dalla tastiera del pc le allunghi verso il cellulare componi un numero il mio numero e di punto in bianco eccoti là nel prato infestato dalla gramigna a lucertolare dietro un segnale ballerino imprevedibile disorientante che alla lunga ti trascina fin sopra i pochi gradini di una …

(L’OCCHIAIA. 88. “Giorni rubati”)

Scivolo dalla veglia al sonno e viceversa senza più rendermene conto strade vuote muri di cinta sbrilluccicanti sulle sommità irraggiungibili di colli e culi rotti di bottiglie e un silenzio implacabile, soverchiante, che porta dentro i brum brum brum sonnacchiosi di un’automobile lo scalpiccio spaesato di un passante il respiro …

(L’OCCHIAIA .87.)

   In equilibrio sul filo grigiastro dell’elettricità altalenante sopra la via deserta, smette di ravviarsi col becco le piume e mi guarda strano, direi con meraviglia e, ad un tempo, spavento, proprio come se avesse appena visto sbucare dal nulla un fantasma. E davvero il suo cuoricino – capace, a …

SULLE RIVE DEL TONTO (42)

Non so perché, senza scambiarci un solo cenno d’intesa, ci accodiamo alle formiche intruppate lungo un sentiero che, inbruscolandosi fra cespugli punteggiati di bacche succose, ci trascina dentro i boschi della Quisquina schitarranti, specie in questa stagione, di cicale. E certo, il nero del mirto, tendente al bluastro per la …

(L’OCCHIAIA. 86.”Bipedi 11”)

Esce in punta di piedi da uno dei tanti usci in ombra occhieggianti dalle catapecchie disabitate dirimpetto. Stringe fra le dita ossute e azzurrine un quartino imbottito che, non fosse perché troppo tozzo, per come lo tiene vicino alle labbra protese e luccicose d’acquolina, da una distanza maggiore, forse, lo …

(L’OCCHIAIA. 85. “Bipedi 10”)

Benché la madre insista, la bambina, d’inequivocabili origini asiatiche, punta i piedi a terra e, quando non le usa per spazzare via i lucciconi dalle guance infiammate, porta le mani sulle orecchie minute, ben disegnate, di un bianco cereo contro l’abbagliante corvino dei capelli lunghi e lisci: non vuole che …