(L’OCCHIAIA. 98.”Bipedi 16”)

voci beffarde tante di adolescenti si chiamano da punti diversi della via echeggiante di repentini scalpiccii cercandosi l’un l’altro con nomi di fantasia che urlati a squarciagola dentro il buio cavernoso intrappolato tra gli stipiti degli ingressi zittiscono la notte appena sveglia ma già tempestata di occhi spioni

SULLE RIVE DEL TONTO (46)

una volta al di là dei salici venuti su rigogliosi e verbosissimi uno accanto all’altro sull’argine trattengo il respiro e dopo il brivido d’un salto nel vuoto eccomi quaggiù sprofondato fino alle caviglie nel terreno farinoso del greto biancheggiante specie lungo l’argine di sassi ovali levigati umidicci un passo svelto …

SULLE RIVE DEL TONTO (45)

Con una dimestichezza acquisita inconsapevolmente durante i calabronaggi nelle schive alture quisquinesi Tà senza smettere d’annasare i gialli assordanti delle ginestre fiorite anzitempo pizzica i fili d’una ragnatela tesa fra due ramoscelli vicini e mentre accordi inauditi come per incanto sbocciano sotto i polpastrelli occhiuti si gira verso il bambino …

(L’OCCHIAIA. 97.)

Stretta ai lati da muri fuori piombo che sanno di gesso, di fianchi d’animali, di gomiti sbucciati, la via, vinta la voglia del ragazzo che la spinge ogni giorno fino all’imbocco di un sentieruccio erboso e, da qui, saltellando come un rospo, ad addentrarsi nei campi di maggio in cerca …

SULLE RIVE DEL TONTO (44)

Complice un sole che non c’è una luce accecante viene fuori a sorpresa da uno strappo improvviso fra le nuvole giunte fin quassù pianpianeggiando compatte dalla lontana marina e frammischiata a tiepidi goccioloni di pioggia ottobrina cola giù obliqua sopra uno sperone di rocce barbute di muschio puntato dritto contro …

(L’OCCHIAIA. 96.”Bipedi 15”)

C’è come melassa sotto le suole degli intervenuti  ammassati in ossequioso silenzio nel corridoio fra i banchi allineati a destra e a manca lungo la navata centrale. Si lumaca. Due passettini alla volta in avanti poi  per interminabili minuti si rimane bloccati a boccheggiare in prossimità di odori singolari che …

(L’OCCHIAIA. 95.”Bipedi 14”)

Si volta di scatto dall’altra parte spazza via con le dita i tanti granelli di sabbia finitigli addosso volando complice un vento maldestro dal nostro telo da spiaggia poi gira la faccia già pronta alla lite di nuovo verso di noi sorprendendoci immobili sul bagnasciuga a parlottare sottovoce dell’accaduto con …

(L’OCCHIAIA. 94.)

Poco sotto l’orlo molato del bicchiere c’è un girotondo di margheritine di un invogliante  giallolimone, in tutto uguali, fuorché per le dimensioni , a quelle tratteggiate sulla pancia della bottiglia che una mano solerte e ferma, la stessa che vi ha appena fatto ruscellare dentro la polverina sbrilluccicante contenuta in …

(L’OCCHIAIA. 93.”Bipedi 13”)

Quantunque abbia la faccia accaldata vicinissima alle zampette di una delle maiuscole sabbiate sul vetro, il ragazzino – giustappena un soldo di cacio giunto qua davanti saltellando sui sandali randagi – non mi nota o, più verosimilmente, intento com’è a scimmiottare con occhi acquosi gli occhi del suo riflesso, m’ignora. …

(L’OCCHIAIA. 92.”Bipedi 12”)

Cerco le chiavi nei posti dove di solito preferisco riporle… rivolto le tasche… frugo tra le scartoffie ammucchiate sulle mensolette sotto il telefono a disco nero… niente! Eppure poco fa mi pare di averle avute per una manciata di secondi giusto sotto il naso. E già un panico impaziente preme …