(L’OCCHIAIA. 80. “Bipedi 7”)

ha la faccia paffuta da femminiello mancato tagliata in due da radi baffetti  color cenere giallastri forse di nicotina giusto sopra le labbra sottili luccicose di bava e un addome prominente lallerellone subito spaparanzato sul bordo molato del banco non appena vi giunge davanti pianellando elemosina più e più volte …

(L’OCCHIAIA. 79.)

grosse noci di cocco occhieggiano dalle chiome spettinate delle palme sparpagliate fra le dune franose dove scarabei pignoli tracciano sentieri di fortuna improponibili all’adolescente  impegnato a scavare sul bagnasciuga birroso buche profonde dentro le quali puntualmente cascano con  vaporosi oh di gola madonne raffaellesche   strani uccellacci rissosi volteggiano sotto un …

(L’OCCHIAIA. 78.)

Goccioloni bianchicci, obliqui, provvidenziali, disperdono l’afa agostana… Me ne sto immobile sotto un riparo di foglie scure puntute di ghiande mentre entro ed esco a mio piacimento da un ricordo d’infanzia: sono una macchia di colore inafferrabile nei vialetti bagnati! Saltello sopra la nuvola intrappolata nelle pozzanghere e raggiungo il …

(L’OCCHIAIA. 77. “L’oleandro fiorito 7”)

Ogniqualvolta l’uomo, indolentemente addossato al tronco ritorto dell’albero, scolla un braccio dal fianco e fa sfarfallare la mano verso qualcuno o qualcosa, con l’altra tira fuori dal taschino della camicia uno zippo. Per pochi secondi, animose scintille eccitano l’aria poi, una fumosa fiammella guizza vicinovicino alla punta del sigaro brancolante …

(L’OCCHIAIA. 76.)

Inaspettato e per ciò doppiamente gradito, sulle distratte superfici incolori delle vetrine a tutte le ore ingrigite dai soliti svogliati riflessi di figuranti locali, pettirrosseggia indisturbato il rosacipria di un’appariscente vestitino femminile…

(L’OCCHIAIA. 75. “Bipedi 6”)

Incrocia il mio sguardo in ozio, casualmente, e ciò gli fa credere d’essere autorizzato ad avvicinarmi… Attraversa la strada, al momento deserta, ostentando l’andatura impacciata di chi ancora esita però, ogni dùtrì, non manca d’attardarsi a volteggiare insieme alle nuvolette di gas di scarico che a sciami gli frivoleggiano attorno. …

(L’occhiaia 74.)

Nascosto dietro cespugli cresciuti all’ombra di ariosi eucalipti, osservo le giovani donne percorrere un sentiero bizzoso al ritmo incalzante di una musica le cui note squillanti, più che udirle, a questa distanza, le leggo nei febbrili contorcimenti dei corpi a malapena velati dalle brume della palude… Non appena le ultime …

(L’occhiaia 73.)

I giorni volano via e con essi gli anni ciò che è più inesorabilmente diventa meno già un’altra assenza assedia i miei pensieri carezzando i ricordi

(L’OCCHIAIA. 72.)

Voci sguaiate e risate insopportabilmente scasciose si levano sempre più alte dai tre tavoli accostati accanto, strappano da un sonno abissale i pesci blu tratteggiati a mezz’altezza sulla parete dietro di noi e fanno veleggiare il cellofan teso davanti i pilastri della veranda vicinissima alla strada panoramica… Abbandono le orecchie …

(L’OCCHIAIA. 71.”L’oleandro fiorito 6”)

affronta con disinvoltura inciampi immaginari intestarditisi nel volere a tutti i costi far perdere smalto al suo andare troppo vivace mentre poco discosta a sinistra libera da intralci una sua vecchia ombra scombina gli spigoli ai muri cittadini continuando a pinocchieggiare anche quando l’uomo si ferma a fissare impietrito l’oleandro …