CANTICI DELLO STAGNAIO VI

Il giorno muore e con il giorno muore quanto di giorno ho visto   il paesaggio e la vita di ogni giorno ogni giorno diversi   dai giorni passati e dal giorno che verrà   (da SESCION – 7 siciliani – I Quaderni del Battello Ebbro, Macerata, 2013)

CANTICI DELLO STAGNAIO V

seduto a tavola per il pranzo guardavo da molto vicino un mare autunnale e lontano masticavo un po’ di merluzzo con il pomodoro e la menta e vedevo una città bianchissima e lontana, dove mentre spezzava un pezzetto di pane un altro me stesso da un altro se stesso ascoltava …

CANTICI DELLO STAGNAIO IV

sui dirupi dell’ultimo sonno vedo arrancare una carovana lentissima carri e bufali sugli orli monaci marmorizzati scrutano dall’alto le aquile che girano nel fumo o il viaggio dei pesci che lasciano i fondali   in un altro mondo o in questo le erbe strappano gli uomini dalla terra e gli …

CANTICI DELLO STAGNAIO III

domani / a quest’ora cercherai di ricordare questa città / a quest’ora   il rumore / di questo traffico le prime luci / della sera   e le ultime nuvole / che si allontanano dai depositi di legname e dalle cisterne   le rotaie e le locande / le lanterne …

CANTICI DELLO STAGNAIO II

seduto sullo scalone di un mulino abbandonato guardo l’interno di una salumeria l’impiegato che affetta l’ambiente illuminato dai neon le persone che guardano nell’attesa come se guardassero una spiaggia dall’interno di una prigione   una settantenne e passa con un cappottino rosso un uomo taciturno con il viso butterato un …

CANTICI DELLO STAGNAIO (da Sescion)

I   Obliquo o no come un’abetaia quando diventa la gamba femminile di qualcosa che dorme o un istrice   imparava a festeggiare i suoni con l’invenzione della ruota e l’odore di una scarpa vuota : “ non masticare i papaveri, spezzano l’olfatto e sono come il sonno di quei …

dal Libercolo dei Transeunti – IL SORTEGGIO

Il nuovo paesaggio è un fondo senza pozzo. Senza specchio. Senz’acqua.   Commento al testo   Forse basta volerlo e tutto può diventare indimenticabile. Gli alberi hanno memoria anche dei Fulmini che saettarono nella Notte dei Tempi. Chiassose fandonie sono spalmate come oro colato sugli avvisi. La vita è incontentabile. …

DOPO L’INVERNO

dopo l’inverno la primavera è una corriera che porta lontano da casa chi rientra in casa e apre una finestra per fare entrare in casa l’aria della sera

VOLATILI STANZIALI

nelle sale d’attesa si attende – normalmente l’ulteriore udienza o l’ennesima visita – mentre nell’attesa ci guardiamo le ginocchia o le crepe sul pavimento come se attendessimo da sempre mentre attendiamo chissà cosa ci muoviamo come si muovono i parenti dei malati – o i malati stessi quando si muovono …