dai “Cantici dello stagnaio” IX

questa è l’ora in cui gli scheletri sonnecchiano dentro tutti gli armadi del paese in cui la decrepita signorina che abita al piano di sopra zoppica con delicatezza tra i correlativi del suo mondo interiore il padre morto in guerra, il fratello ubriacone il basilico che sbiadisce in un bicchiere …

dai “Cantici dello stagnaio” VIII

Chiudo un occhio – sputacchio. Me la rido di me – così imparo. Ecco qui l’ennesima domenica, noiosa come una guida pratica. Nell’acquaio le posate parlottano di pioggia di carrozze e di conventi. A che servono la schiuma e le bugie? A che servono le pagaie? Io sono uno scontrino …

dai “Cantici dello stagnaio” VII

la notte ha avvolto la realtà che mi circonda con un umido mantello di nebbia/ io sono ancora in camera da pranzo seduto sul divano e sto leggendo un libro appartenuto a un morto/ chissà se costui, mi chiedo, da qualche parte mi sta guardando, chissà se mi sta vedendo …

K., 14.11.94

Forse tornerete nuovamente , signorine-poesie. E allora le cose, tutte le cose persino un confetto, offriranno nervosamente il loro senso più segreto. Forse ritornerete in un mattino furioso con tutte le rose selvatiche che ridono. Oppure una di quelle sere bizzarre quando i minuti tirano di scherma e le labbra …

l’angelo dei rampicanti – 2

io ho avuto i numeri per finir male l’amore vizioso, l’ingegno e più l’ambizione pudica e al momento opportuno un buco nei pantaloni   ELIO PAGLIARANI   Le stazioni nascondono mostri meridionali   TOMMASO GAMBARO   Non essere pesante le bare dei poeti per i becchini sono uno scherzo   …

l’angelo dei rampicanti – 1

Oltre le siepi frementi del ventaglio serale Laddove il sonno dispone gli alberi al risveglio Del vento   Aggirando i frangenti scardinati dell’autunno Sbocciano in parletico triste le dita Scarlatte d’un angelo avvinato   Col suo volto d’insetto disciolto nel vuoto tremante E col ghigno disfatto e però luccicante Dietro …

il sangue freddo delle farfalle (6)

Farfa tu sei leggero come l’alba di un gambero come l’oltremare gilet d’un cameriere come il foulard di un passero come una piazza colma di piume come un nome senza cognome come le bretelle di un poeta come un asceta senza sorelle come un gelato al limone   Quanto a …