GIARDINAGGIO

Un nano di mente aveva piantato nel suo giardino qualcosa come duemila stuzzicadenti disposti in file regolari e non riusciva a capacitarsi di come neppure uno fosse germogliato. Questo stava raccontando a un altro nano di mente suo amico, quando all’improvviso tutti gli stuzzicadenti in coro si misero a canzonarli …

PAESAGGIO

Il paesaggio sapeva di carne bruciata. Sugli schermi scorrevano scene di sesso. Scorrevano mosconi liquidi. Macigni. Sullo schermo scorrevano dolenti Apparenze. Un prete, affacciato dal pulpito, agitava le sue braccine millenarie. Qualcuno però, col papillon già indosso, diceva:  perché non usciamo a ballare stasera? basta dormire, dài vestiti e usciamo! …

VOCE DA PECORA

Intanto un cavallo grosso come un topo fendeva lo spazio celeste e sfiorava i tetti dei caseggiati con la sua lunghissima proboscide rossa. A palpebre serrate, con passo friabile, Annasidonia vagolava per le piazze ammazzate dal sole e con voce da pecora interrogava i passanti: dove sono, o signori, dove …

PARTENZA

Oggi è l’impossibile giornata dell’impossibile partenza. Pronti i bagagli in fila sul marciapiede, inscatolata la neve. Aspettano solo te. Perché non compari? La mattina è tiepida, accogliente, e profuma di bergamotto come i tuoi capelli freschi di shampo. Perché non compari? Svegliati! Il motore della Cadillac è acceso, finito il …

NEL MONTE PELMO

La speranza è il sogno di chi è sveglio, ma qui, in questo sconfinato dormitorio, nessuno è sveglio. Sognano tutti nel sonno, senza speranza alcuna. Un gallo canta in cima al monte, un piccolo gallo silvestre, spelacchiato, invadente. Passa un treno nella notte. Ma tutti ci giriamo dall’altra parte, avidi …

TREDICI PEZZI

Annalucignola dormiva scomposta su un letto di ossigeno e dormendo si scindeva in tredici pezzi. Dormiva così in basso che la scatola delle vecchie foto posta sotto il letto lei la vedeva altissima come fosse su un banco di nuvole. Coperte trasparenti nascondevano a malapena i pezzi del suo bel …

TRADUZIONE

Bucherellando la notte con le nostre torce elettriche, avanzavamo cauti sulla pelle rugosa della Città, sulle pozzanghere di catrame, sul sangue rappreso, sulle plastiche marce. Un uccelletto meccanico ci ronzava dietro le nuche e gracidava parole incomprensibili. Solo Annapiera riusciva a capirle. È sanscrito antico, ci diceva; e provava a …

DALLA FINESTRA

Un telecomando inceppato aspetta le nostre dita. I nostri cervelli mandano odore di gatto selvatico. Dalla finestra di fronte si vede un bambino che dorme con la testa appoggiata sui libri aperti, tra il fumo e l’odore di cicoria che cuoce. Stava facendo i compiti ma poi ha iniziato a …

GELATO AL PISTACCHIO

Eravamo tutti trotskisti oppure situazionisti, mi dice. Compra un cono gelato al pistacchio e me lo offre tendendo il braccio verso di me oltre ogni decenza. Eravamo stirneriani, lacaniani, reichiani. Surrealisti. Lecca il suo cono circumnavigandolo con la lingua. Mi offre fraternamente il gomito per farmi appoggiare. E dice: la …