NOI SIAMO LA’

Interrogando i passanti, non dovrebbe esservi difficile trovare la strada. Noi siamo subito dopo quel ponte di cemento. Come sai il ponte è diroccato, marcio, si interrompe all’improvviso e si apre sul nulla. Noi siamo là, in quella fenditura, sotto le carcasse dei camion precipitati, a destra del sacchetto di …

IN CAMMINO

Perdeva pezzi. Ad ogni passo crollavano pezzi. Pezzi di dita, pezzi di lingua. Da una tasca volò via una cattedrale gotica. Un pezzo di cioccolato gli cadde pesantemente dalle mani bucando il suolo, un pezzo di matita rotolò sul marciapiede. Perdeva chiodi, ruote, peli, muschio. Perdeva parole dal naso, dai …

LUCI

Luci e rane. Luci e forchette. Luci e Antonio. Luci e noci. Luci e calze. Luci e zolfo. Luci e armadi. Luci e rabarbaro. Luci e fucili. Luci e mosche. Luci e tequila. Luci e mutande. Luci e betulle. Luci e Michele.

CASA DI INTOLLERANZA

Solo uno spiraglio per sbirciare, appena un minimo spazio per poterci grattare il naso o le ferite. In questa casa di intolleranza non ci è concesso di respirare se non a turno e a piccoli sorsi. Viviamo ammassati stretti stretti, uno accanto all’altro, uno sull’altro, uno dentro l’altro, occupando ogni …

LA VECCHIA FORD

  La vecchia Ford Focus Station Wagon verdolina abita e dorme con le gomme a terra da più di vent’anni nella baracca di legno ai bordi del bosco, vicino alla cementeria. Nella sua pancia si affanna una folla difforme. Ragnoni falenuzze cimici scarafaggi roditorini lucertolette moschicciattole acari larve batteri e …

SETTEMBRE

In mezzo alla folla sento voci. Che parlano di noi. Voci mescolate ad altre voci. Parlano di noi e anche d’altro. Che qui non esistono e non sono mai esistite le montagne, per esempio. Che la guerra non perde terreno. Che in certe case sono crollate le scale. Ma parlano …

QUEL CHE VEDE ANNAZELDA

Annazelda vede le persone che non esistono. Ci va a ballare, ci va a cena. Vede come sono vestite, se hanno capelli lunghi, se battono con la mano sul tavolo, se fanno smorfie con le labbra. Ma vede anche quelle che esistono poco o che esistono male o che esistono …

LE DECAPITATE

Erèsa, Ovànna, Èlica, Gherìta, Èssika, Ìnzia, Abèlla, Àndra, Èssia, Ònia, Àzia, Òsa, Àura, Èsca, Entìna, Àra, Àrmen, Àrta.

INTERPELLANZE

Quale dei suoi futuri vuoi assaggiare? Vuoi smetterla di telefonarmi quei tuoi ricordi cocciuti? Vuoi un cioccolatino fondente al liquore? Qui incalzano sedie a rotelle e piccoli squarci di. Potrei usare il tuo perforatore di atomi celesti? Offrimi una montagna mobile o un bicchiere di liquido ontologico. O una ciliegia …

LA CITTA’

  Piatta e incipriata di cenere, sterminata, fragrante di nafta e di ozono, la città si irradiava per tutto il pianeta come la pelle di un grosso mammifero addormentato nella preistoria. Quando si rese conto di esistere, la città dapprima negò fermamente. Poi tentò la fuga. Poi si arrese all’evidenza …