LA MORTE SOTTO I PIEDI

Io e il mio frigorifero siamo la stessa cosa. Siamo sempre pieni di birra, se qualcuno non ci sbrina nella cassa toracica si forma una palla di ghiaccio e a volte pisciamo sul pavimento, la nostra voce è un gracchio vibrante che si arrampica a zig zag sulle pareti, divoriamo …

SE PARTO

Ma se parto e vengo da te, poi la gabbia dove dormo a chi la lascio? Chi se ne occuperà? Chi olierà le sbarre per non farle arrugginire? Chi cambierà l’acqua nella vaschetta e il cibo nella mangiatoia? E se qualcuno vi entra di nascosto e ci piscia dentro? I …

ANGOLA

Apriva il corteo e nel suo incedere risplendeva di diecimila diamanti cuciti sul suo abito scarlatto. Dovevano essere, si disse, un lampo di colore nel pallore generale. Incedeva lentamente con lo strascico lunghissimo che la distanziava da tutti. Sola, davanti a una fila infinita di donne scolorite, avvolte nel biancore …

SELFIE

In bocca mi cresce una tripla fila di canini. Occhi quadrati. Abito in un quartiere di Tangeri dove non sono mai stato. Abito in un bosco affollato di cinciallegre che balenano l’aria di riflessi gialloverdastri. Mangio carne di cocorita. Abito in un vecchio televisore abbandonato giù in discarica. Sono un …

MANZONIANA

Le scatolette di cacca?  Una volta se ne vendevano, certo che se ne vendevano. Il nostro negozio ne aveva gli scaffali pieni. Tutte in fila, grandi, piccole, coloratissime. Di tante marche. E vendevamo anche ruote di bicicletta, scolabottiglie, orinatoi, persino. Oggi non vanno più, nessuno le vuole cose come quelle. …

COME CANTAVA

È un muggito continuo, un ribollire di tuono che soffia cupo e rugge da sotto il cuscino. O da sopra. Non si sa bene da dove. O forse dal cervello. È il rombo sempre potente del suo motore che irrompe nella notte. Che ti viene a cercare nel sonno. Per …

OGGETTI RAPPRESI

La forma fisica delle cose perde zampe e coda. Tu procedi in avanti. Davanti a te si smaterializza ogni respiro, ogni foglio di carta. Immateriale il futuro, immateriale il presente. Solo se ti guardi indietro vedi oggetti rappresi. Forme pesanti, zoppicanti, ansanti. Calabroni nerissimi. Ingranaggi di ferro. Caratteri tipografici di …

IN CIMA ALLA COLLINA

Posto in cima alla collina, il generatore automatico di parole inesistenti lavorava a pieno ritmo per rifornire i parlanti. Dai suoi enormi ingranaggi fuoriuscivano in continuazione parole che rotolavano a valle con spettacolari rimbalzi e rimbombi: tronche o piane, sdrucciole o bisdrucciole, financo pentasdrucciole, monosillabe, bisillabe, polisillabe, ma tutte rigorosamente …

I TUOI CAPELLI LUNGHIIIIIIISSIMI

Prima che il tempo ci rinserrasse tutti nelle nostre uccelliere d’ossigeno, passavamo le giornate a sdenodare foglie di mandarino, bizzocculi di terriccio, pagine di libri postlunari, mentre dai campi di grano giungeva qualche ruggito di luce. Laggiù una ruota di bicicletta girava a vuoto, persa fra orecchie e piedi. La …

VAJONT

Ogni mattina un neurone vola via dal tuo cervello e va. Le finestre diventano tunnel. Ogni mattina una cosa diventa astratta e va. Il canto della tortora diventa battito cardiaco. Nascono fiumi nuovi. Ogni mattina la notte del 9 ottobre ricompare giovanissima.