DUE SERI SERI

no, in metro quando sali le scale mobili e sei stanca e ti appoggi al mancorrente con il gomito e la testa sul gomito ti accorgi che il corrimano corre leggermente di più delle scale e alla fine della salita ti sbilanci e quasi lo fai apposta che bello però …

FAMIGLIA, BOSCO

Chi dice che, senza avventatezza,  con sconcerto, che la scuola può essere una casa, tra gli alberi, e la casa può essere scuola, igienicamente incerta, certo, carica di umori. Carica di tremori Chi dice che, con sicurezza, di facciata, che la scuola a scuola, la casa a casa, la scuola …

PIRAMIDE, RICORDO DI UN RICORDO DI G.M.

Nell’arredo urbano, tra gli spazi vuoti, ci sono le merci e le persone. È agosto, qualche cosa c’è da qualche parte, probabilmente qualcosa di immateriale e memorabile. In una rimessa di vagoni vecchi, che adesso fanno la scena, è un posto per godere l’estate. Nello spazio vuoto di una canzone …

VIVA IL RE

Ricomincia sempre Va su, si ferma Pausa piena. A volte uno sturbo Un senso di soffocamento. Va giù. Vuoto. Una vertigine.   Vertigine, soffocamento   Una disciplina insicura Una preghiera senza parole Un palpito, un diniego Due, tre palpiti ancora Senza punti fermi.   Senza punti di appoggio   Pezzi …

NELLA CITTÀ INVERNALE

Che cosa ho preso da quella volta, quella che stavo per dire, stavo per fare qualcosa che Che cosa ho appreso da quei libri, libri futili, festa dell’Unità festa dell’umidità nel tendone liberato de Cosa ho preso con la 127 alle due di notte ho preso le impalcature degli operai, …

MORTI SENZA NOME

Giorni fa ho letto una notizia: l’anno scorso a Roma 251 morti senza nome. Non riconosciuti. senza documenti né parenti rintracciabili né impronte digitali registrate. Trovati ai bordi dei fiumi o nelle paludi. Annegati, uccisi o suicidi o morti per cause naturali. Oppure arrivati al pronto soccorso e morti lì. …

LA RACCOLTA DEL ’25

Quante olive ancora? E la flotta di uccelli verso nord in pieno-autunno? Nella quasi-nebbia? Nebbia, vanità. Vanità delle vanità. Non esiste in ebraico. È nebbia o cielo-fumo che i greci tradussero: vanità. Chi potrebbe dire? Era nebbia la vanità? Ci sono morti tutti i giorni in Val Padana per questa …

AMARSI È UN OSSIMORO

. Stai sereno presidente la pena sarà gentile solo un colpo di ferro bollente . Il povero ha lasciato le sue cose l’ho amato quasi più di Birillo dorme in cortile tra le spine . La ceca slovacca ha pulito le scale lascio le monete come una carezza rughe di …

HO STESO UN LENZUOLO IN TERRAZZA

Ho steso un lenzuolo in terrazza Ho steso una tela, di lino, di cotone Bianca pulita, candida neve Ho steso purezza, un sugo di lenzuolo, una medicina per il cuore un amuleto.   Ho steso un lenzuolo in terrazza Che lo alza il vento Variabile, vento di prora Sbatte il …

I SANDALI DI KIERKEGAARD

Il mio ufficio si trova in un grande palazzo di uffici con molti piani, in zona Roma ovest, verso l’Eur, in un quartiere pieno di palazzi. L’altro giorno prendo l’ascensore ma distrattamente sbaglio piano e mi ritrovo su un piano sconosciuto. L’androne delle scale è semibuio e i muri scrostati …