PERSICO

Nel corso degli anni ho imparato a perdere. A vincere no, purtroppo. Per perdere dignitosamente bisogna anzitutto sapere per cosa si è perso. E io, modestamente, lo sacqui. Lo seppi perché me lo dissero, mica per altro: guarda che hai perso perchè questo e quello. E io, dicevo, lo seppie. …

PIGMENTI

Ci vedo malissimo. Non metto a fuoco neanche le locandine del Tirreno, o della Nazione. Per cui non è che ti vedo di lontano: ti intuisco dall’andatura, dalla posa, dai colori dei vestiti. Ti astraggo. Sei una massa fluida di ombre e colori. Un vapore. E poi a volte mi …

SPOILER

In ambulatorio c’è un ragazzo che dà in escandescenze. Urla che la terapia è troppo forte, che non riesce a guidare il trattore – la dottoressa ha un bel dirgli che non lo può guidare il trattore, che la sua è una malattia invalidante. E allora chi lo guida, eh? …

MENINGITE

Scendo dall’autobus stanco e frastornato. Incontro l’amico storico, quello che non puoi evitare, quello che non capisce mai quando non è il momento. Non sono solo stanco. Sono anche appiccicoso del sudicio che solo i mezzi pubblici riescono ad accumulare. Sono lucido di sudicio a smalto. Puzzo di plastica marcia. …

UNA COSA DI PESCI

Una cosa di pesci. Di correnti subacquee, di rumori percepiti appena, come in un palazzo disabitato. Di sensazioni ritardate – ora arriva, ora arriva, come quando prendevi gli acidi. Una cosa in apnea, in carenza di ossigeno. Colori smaltati, plastica e vinile, e sopra il niente. Un banale senso di …

LIDL

Ti scrivo sul retro di uno scontrino Lidl, come già avrai letto dall’intestazione, quindi capirai che devo essere brev

ROTAZIONE CONDOMINIALE

Tutto questo non succederebbe se fossimo obbligati a girare appartamenti ogni due o tre mesi. Rotazione condominiale obbligatoria. Anche familiare, aggiungerei. E anche il lavoro. Gli affetti i sentimenti gli odi viscerali. Girare, prego. Da oggi Lei odia il Sarteschi, non più il Borromini. Lei scopa con Giuseppe, stasera. Lei …

DUE PALLINE DI PISTACCHIO

Usciamo. Io e la mia giacca verde sformata, e i miei calzini bianchi marca Verrutet. E’ un vocìo, un’allegra combriccola in cerca di gelato. Ci scambiamo ingiurie scherzose per strada. E ridiamo per niente, come i sedicenni. Ad alta voce, fino allo strepito. Fino al disturbo della quiete pubblica. Ce …

FENICOTTERI

Scivolo e cado, mi rialzo e cado di nuovo. Ridono – i merdoni. Mi sanguina un ginocchio. Mi guardo nella vetrina del macellaio: fra salsicce, salami e tagli di manzo sanguinolenti ci sono io, su una gamba sola, che cerco di tamponare la ferita. Mi viene da ridere, e anche …

LE PIUME NON SONO DI PICCIONE

Lavo i piatti. Parlo col muro, con le piastrelle verdine: ci raccontiamo un po’ di tutto – storia, politica, economia. Il fordismo in salsa italica – un fetore di gesuiti insostenibile. Le piastrelle (moderate oltremodo) rivendicano Olivetti, ma io resto sulle mie e ricordo il paternalismo fascistoide (gesuita, appunto) di …