GUARDA TROVATO FIAMMA

C’è una distesa di tabacco su questo tavolo che ci fumerebbe un quartiere intero di Istambul. Quando ti fai le sigarette perdi sempre qualche filo, una cenerina – e un accendino rosa finito che saranno due anni che è lì: è perché non era finito il gas, era solo la …

L’OPERA OMNIA DI CRISTINA CAMPO

Seduto d’angolo osservo in tralice la sala, i capelli sugli occhi, vedo fili di volti tra le sbarre delle ciocche unte, e lascio cadere fiotti di bava sulle ginocchia, penso che adesso finisce, ora tutto cambia e mi riprendo, ora mi riprendo. E vado ancora più giù sulle ginocchia, e …

UFFICIO ANAGRAFE

mi tengo una mano tra le cosce, come da bimbi, e chiedo a bassa voce all’impiegato di aiutarmi, che non ce la faccio, mi sblocchi la vescica, per piacere, mi recuperi il PIN, il PUK, lo SPID, faccia in fretta, mi sento scoppiare, mi fa male la pancia, mi sblocchi …

GIALLI

un ipernobel per le lacrime trattenute per Hind Rajab. oppure per la rabbia a stento contenuta quando ascolti un tg. per un amore non corrisposto mai, nemmeno nei sogni, nemmeno riconosciuto come tale, praticamente uno sguardo fuggevole, un’occhiatina passando tra gli scompartimenti di un treno di merda. un nobellone di …

MARGINI

Generalmente i libri si compongono di parole, punteggiature, qualche immagine – ma quelle non sempre. Visti, aperti, da distanza non eccessiva, risultano una cosa buffa di linee nere che si fermano oppure continuano fino a un certo punto sempre uguale, che si chiama margine. Il margine è sia in orizzontale, …

SEI MINUTI

Finché non viene il sonno. Finché sonno ci perdoni. La paura, quando ti svegli: immediata, prima della coscienza del risveglio – ecco, ora arriva, ora viene, arriva. La coscienza, appunto, dei progetti grandiosi che hai tradito, dei desideri che ancora disturbano le tue notti. Quell’attimo in cui apri gli occhi …

ECCO

L’amore color meconio, infuso di stramonio, l’amore figlio del demonio, l’amore impazzisce le cose, un mazzo di rose – rosse, come fosse un colpo di tosse, serotonina di affetti smodati, sudati, soldati a schiera, scacchiera di bianchi e neri, voragine di pensieri e infinite vie e sentieri, di ieri, di …

UN BILIARDINO

tutta questa energia necessaria allo stare in linea, a spostarsi di decine di chilometri, a mangiare quintali di bistecche, o chili di tartufi – tutto questo petrolio, o gas, o dollari, che ci servono a mantenere uno stato di depressione costante, quando non psicosi conclamata, quando direttamente non si passi …

PALLE

Il biliardo, da ubriachi, è una volumetria risibile, ondulante, una faccenda di simmetrie ondivaghe. La stecca è un’asticella della matematica possibile, ma quasi mai netta, o solo retta. Si oscilla tra le sponde che sono a un metro d’altezza, e si parla pochissimo – non si commenta il tiro sbagliato, …

NO, DAVVERO, TANTO

– ciao, avevi chiamato – si, ti mandavo quei soldi, avevi detto venivi – s’invecchia, ci si muove male – le crocchette, un petto di pollo – ma poi quella faccenda del lavoro? – mascarpone quello da meno, per il tiramisù è meglio, è: quale faccenda – mi dicesti la …