(All’amico scomparso) SEI

Non per assertività, ma per discordia di pensieri, di desidéri. La piazza a forma d’occhio nell’onfalo di Ortigia e la sequenza cancerogena, teratogena di Priolo. Sognanti i versi dei poetini, delle poetine. Ma se brucia senza rimedio l’orlo illibato di Capri?   Si vede subito discordia d’andatura – (Nanni Cagnone, …

(All’amico scomparso) CINQUE

La morte è morte ed è separazione. La chiamo col suo nome: morte. Ma se s’accresce il numero degli amici che muoiono, s’accresce l’esilio da quanto fu bello. Allora restare non è ricordare quello che fu bello, restare è obbligo a continuare quanto fu bello.   Non mancare anche tu, …

(All’amico scomparso) QUATTRO

Ancora libri di carta, sì, ancora scorrere di fibre di cellulosa tra le dita, nostalgica penosa senilità, forse, sovrappiù d’inchiostri e di colle pur ancora odorose. La biblioteca di Prospero sull’Isola? Aveva forma di spirale avvolta attorno a un centro vuoto: mai vuoto fu più colmo di attese, d’immaginazione, di …

(All’amico scomparso) TRE

Avere dignità d’artigiano, vale a dire di persona intesa a consegnare opera lavorata a regola d’arte. Non altro chiedo (ed è tanto, lo so). Altri diranno se fu raggiunto lo scopo. Studiare, intanto, studiare. Sensuale piacere nelle parole, negli archi della sintassi. Il genocidio non dimenticare, è certo, né l’onda …

(All’amico scomparso) DUE

Quanto squallore, quanta inconsapevolezza. Ma oggi andrò a fare la spesa alla Vucciria di un secolo fa: non un solo turista, sì qualche raro viaggiatore e voci, voci, voci. Preparare il pranzo sarà ancora solennità, sceglierne gli ingredienti sottile studio.   È venerdí, domani non lavorano, s’adunano in luoghi sconcertanti. …

(All’amico scomparso) UNO

Nella memoria, nel corrodersi della memoria, nello svanire di memoria collettiva e personale. Pervicace insistere a leggere, a studiare. Un mezzo arco di pietra d’Istria, bianchissima e lavorata, visto anni fa (e mai più ritrovato, benché cercato) in una calle a Venezia.   Guarda il pendío dietro di te, per …

Storia di editori. Cotta (3)

  Il nobile grifone scelto a contrassegnare i libri che pubblicava (così com’era stato per il delfino di Aldo Manuzio) fu dichiarazione immediata di un gusto, di certe predilezioni. Pubblicò anche Hölderlin, il poeta ritenuto pazzo, rinchiuso nella torre del falegname a Tubinga – ma lo fece perché intuì subito …

Storia di editori. Flaccovio (2)

A Palermo (a sera) dopo la conta dei libri venduti veniva l’ora di sbrigare la corrispondenza. Erano quei contatti, erano quegli autori e pittori il vero patrimonio – le entrate bastavano per continuare il lavoro – il lavoro era passione. Come talvolta accade aveva cominciato con una piccola libreria, poi …

Storia di editori. Gallimard

Morire pressoché insieme, nello stesso incidente automobilistico, avrebbe qualcosa di romantico se non fosse anche molto triste: ma talvolta l’editoria è storia di amicizie tenaci, di corse del pensiero e della scrittura, di visioni del mondo. Albert Camus sedeva davanti, Michel Gallimard era alla guida –  il platano, come li …

Storia di editori. Cotta (2)

Schiller amava il vino del Reno e quel rosso rubino nel cristallo del bicchiere si riverberava sulle bozze pronte per la stampa; Cotta glielo offriva sempre quando Schiller lo visitava per sedute che duravano ore, verificando ogni segno di punteggiatura, ogni margine della pagina. Il libro, aperto per la lettura, …