VIS À VIRUS

Siamo realisti, il corona ci pizzica alle tempie anche se sfebbrati. Un poi scabro che non scorre s’arena e s’inabissa come il passo obliquo su di un bagnasciuga irto di conchiglie sorde, deprivate del mare che romba più in là. Nella rabbia del freno gli oggetti dello scenario subiscono ‘torsioni …

L’INFINITO PER TUTTI

Per voce di solisti occasionati, ai festival en plein air municipali si declamano liriche d’autore nonché, or non è guari, anco le proprie. Qualche blogger meno timido che sprovvisto, fan del celebrato Recanativo in bisecolare celebrazione (come tanti webnauti tali e quali a lui), s’arrischia all’alto cimento e fatto segno …

SULL’ETICA

A volte mi cruccio che di colpo nel lume della vena, per lo più transitiva, sopraggiungano trombi. Con inane perplessità, tra pollice e indice, lascio flettersi e frusciare i fogli della minuta cui attendo. Per via di giustezza e accenti persuasivi insisto a compitare il corposo garbuglio (prodotto in deroga …

IL LASSATOR CORTESE

Del fiero eroe sanza corassa, la ventesima lassa avrà la possa di dargli mossa e far manbassa, mentr’ella russa, dei libri in cassa! Come promessa, quasi scommessa, tra quei che passa e a lui s’appressa salvate l’ossa, di gran rimessa dribbla la ressa con una mossa la porta omessa lesto sorpassa. …

ALCOVA DI PROVA

Netta negli scontorni la palazzina, ha rampe a scomparsa pilastri a cortina bruno ocra, future quinte di servizio; la presidiano dimessi pinnacoli di pioppi e palme uccise, la cascata del salice al confronto è languida e ridente, un dipinto a tempera il fondale del parco protetto e cornice a sbalzo …

PALLIATTESA

  Sulla tela imbastita del nostro ritaglio, quasi ignorando il lusso dei passi privati, sfoghiamo lo sguardo. Accostato come unico l’abito, indizio di cura lesta, ne penzola il bordo ai lati esterni, della doppia figura. Questa non cede e composta, si tiene, nella sua revocabile misura. A spanne di tempo …

I TARLI DEL SOFFITTAVOLO

Ha solo una erede il patriarca, speciale speziale, il bastone d’avorio battuto alla ghetta in punta di citazione con schietta ma fiera sorpresa di sé… Nel risguardo esplorato all’urto secco dei lemmi lei, stupendo, gli occhi accomoda e il ruvidio sacro della paginetta giallo cotta di muffòri trascorre lectiosa di …

AMORE CLANDESTINO

Le stordite parole della profferta come avessero fronde e germogli sporgono vantaggiose dalle altane del linguaggio, pattuiscono consegne ancora per ora a dimora nel sedimento sfitto che loca vani solo all’assenza, solo al profumo. Facondia infeconda. Grevi di succhi rivelati le soccorrevoli bacche delle nostre parole saziano senza fiorire inesorabili …

L’INTIMO INVITO

La scelta cadde, non si poggiò, nello spazio minuto, frazione d’allora e di foglio, la nota dei tre come, i numeri imbastiti a sottopunto per l’attesa: sartoria prudente. Che abito sfoggiare se neutro o complice del gesto di volerti, già rischioso, avvicinare. Subito nella sabbia, solo sopra ardente, il passo del …

L’ANTENNA

L’ore non so se dire d’antico stile, l’abbrivo arrendono alle novelle, danzano al loro ritmo zendado la gioconda ponchiella. Meno impaziente il vento sfrasca e bisbiglia dell’umidore sapendo la dissolvenza al raggiro infallibile che arroventa da est. Ascolto, torpida ancora la veglia, dei fedeli d’ala il canto rosario nelle chiesuole …