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Che ho vegliato il sonno. Che ho vestito il sogno. Che ho pensato l’ombra dentro l’occhio. Che ho parlato la lingua muta. Che ho fatto specchio allo specchio. Che ho gridato la veglia. Che ho unito i passi. Che ho raso il giorno. Che ho spento il tramonto. Che ho …

INFINE

Dunque si torna in placenta, scivolando giù per il piano inclinato della vita, dopo l’erba, il fango, i sassi, all’ombra dell’acqua che non riflette più sagome di cartapesta ritagliate tra dubbi e ipocondrie. Senza sguardo si vede la cima del cordone che per la prima volta ha sfamato e ora …

DIVORZIO

Quotidianamente aggiungeva bolo e mollica, sporco e bianco alla cicatrice tra alba e notte. I resti del giorno si appiccicavano al nuovo pasto e portavano verso il fondo, oltre il rosso verso il nero. Non pensava. Si limitava a costruire la sua corda, morbida e spugnosa, d’un tratto scabrosa. Così …

CHIROMANZIA

Chissà perché scorrono per rincorrersi senza trovare il punto, assetate e incallite, testarde di pieghe. Chissà perché si biforcano e si ramificano di ossessioni dentro cornici continue di verde e di viola. Si tagliano alla vista e reticolano la superficie ingabbiando la carne, come aracnidi in cerca di preda. Chissà …

PARTO IN LOOP

Occorre tarlare per vedere la colpa. Aggirarsi come lombrichi al centro del frutto. Contrarsi e stirarsi. Scavare corridoi. Divorare buchi. Ingrassare di morsi. E poi lei si presenta, parvenza di torsolo. Sguardo cieco, ghigno lungo. Segmento di legno tra due poli di resti. Ti distendi sopra, con tutti i tuoi …

EROSIONI

Ogni mattina la corda è salita dal fondo. Ha portato acqua e muffa verde e freddo. Contorni in cui la faccia lavandosi si è specchiata. Ho sentito la cacofonia dei colori che parlavano voci represse tra i cerchi del mastello. A volte ho saputo resistere non sempre. Poi ho gridato …

RONZII + ASTA (OZI + TARTINA) AS(T)TRAZIONI

(Cornice) Le prede dei sogni danzano sulla suola della notte lastricata d’umido. (Quinta) Un gufo interroga un gatto che non riesce a ruotare la coda. Occhi gialli dentro orecchie a punta. (Fondale) Ombra di profondo rimestare. Andare come cucire svestire baruffa che senti? Assolo strappo vigliacco funesto cesto radicchio rosicchio …

LAVAMONDO

Il punto del discorso e dei discorsi che (dis)facevano la questione e delle questioni che (dis)facevano l’esistenza fu raggiunto quando le quadre mangiarono le tonde per essere divorate dalle graffe le virgole saltarono gli apostrofi gli accenti caddero le gutturali salirono sul labbro le dentali entrarono in palato le nasali …

CONSUMAZIONE

Un giorno la buccia fece il suo dentro diede pelli ai semi polpa ai liquidi fili ai nidi denti ai becchi lingue agli occhi punto al tondo freddo al fuoco parola al pianto respiro al vuoto vocali al pensiero riposo al sonno sfogo alla calma furia al furore per il …

ESTUARIO

Preparava esche. Al molo lo vedevano imboccare ami ogni giorno. E loro, come falene d’acqua, s’aggrappavano al nero dell’impasto. Volevano spolpare la notte.   Quando la notte finì, tornarono i pesci.   Tra i sassi rimase interrata la canna alla quale avevano appeso la foce dei loro pensieri.