SI ACCENDE UNA DOMENICA

Già, anche il gargarismo del caffè può fare: vien giù, giù dalla memoria, si fa largo, si accende una domenica. “Le mani le abbiamo sempre portate così. Messe così, leggere dico.” E tutto questo mentre fai, qualcosa fai. “Eravamo io e poi il coraggio relativo: un personaggio al mattino…”   …

E’ STATA VITA, E’ STATO TANTO

Studiava ingressi. E stelle. Studiava ingressi e stelle all’ombra di un minuto o di un’attesa. Di te, che saresti scesa… “Sì, volava. Da un palo all’altro. A raccoglier versi che pochi sanno.” E così, un pensiero mi fermò. In cerca di momenti o testimoni che: “Sì, è stata vita, è …

C’E’ TROPPO CIELO SULLA FERROVIA

“Boom!”, “Boom?”, “Esattamente!” E così sia… Ma no, non doveva andare così, non doveva andare proprio così. E si scrive anche piano tutto questo, va scritto piano. No, non lentamente. Sottovoce. E la tenerezza, tua: “C’è troppo cielo sulla ferrovia”, dicevi tra il sorriso e un’altra onda.   (da Tutta …

06.59 AM.

  Grazie, e per l’ennesima puntata che va a iniziare, qui si va a concludere sempre qualcosa, ma parte la sigla del mondo ancora una volta. Si tira indietro negli affetti, si anticipa troppo nel lavoro. A                            …

06.59. AM. LO CHIAMAVANO PARTY, PER SEMPLICITA’

Lo chiamavamo party, per semplicità, fa. Mettici il mondo, la stradina in salita, l’espirazione del bus, il nipote. Il profilo, i balconi, la diagonale del sole. Capito: intanto quel tu che andava via da te, si sposava, aveva tre figli, uno al liceo, figuriamoci gli altri. Tu, intendo. Così: si …

06.59. AM. SCUSA UN MOMENTO, IO VOLEVO ENTRARE NEL TUO MONDO

Allora leggo: scusa un momento, io volevo entrare nel tuo mondo, che non era caratteristiche belle e buone, ma un volare e poi camminare e nuotare infine, con le cose in relazione o degli improvvisi, davvero meravigliosi gli improvvisi. E via via che andavi avanti, dopo i cieli trovavi le …

06.59. AM. INTANTO I SENTIMENTI SNERVAVANO

Intanto i sentimenti snervavano, restavan lì, a bocca aperta, senza fare un passo. Non sarebbero andati mai via. Li chiamavi, ma non ti seguivano mai. Erano il contrario dei figli. O il contrario del contrario, era uguale, era lo stesso, dice. Una lotta. Esatto.

06.59 AM. L’EDIFICIO DELLE TROVATE

E continuava: mentre i disturbati eran quelli che per lenire o dare un senso al loro disturbo, dicevano agli altri cosa non dovevano fare, noi sceglievamo, una a una, quelle che sarebbero poi diventate un’intera categoria di trovate. Ma niente, le più belle idee si perdevano sempre mentre stavi chiudendo …

06.59 AM. MA ERAVAMO RIMASTI VECCHI E DIGITALI COME SEMPRE

Ecco, dice, forse un contatore, un contatore sballato di un social calcolava, a seguire, che in sette-otto anni con gli amici saremmo andati a zero. Il modello, peraltro, preso pari pari dalla crisi, la crisi perfetta che era il fratto, sì, insomma, il simbolo divisorio tra chi spostava casa altrove …

06.59 AM. EPPURE IL MARE CE LO MERITAVAMO, DAI

E quindi la gente non aveva idea, si autoriferiva e si permetteva. Ma se ci pensi, dico, eravamo nati da batteri vari e ci eravamo evoluti combattendo e lo facevamo con tutti i mezzi possibili – le litigate e gli antibiotici, le fughe e la penicillina. Vero, se ne parlava …