(CONTRADE)

S’eleva calcarea la luce, da un pertugio Il mare delle vigne alla collina Aspro di mosto apre, ancora indugio, Appena sopra il sale, alla marina.

(BREVE E FORSE COMICA ISCRIZIONE)

Farsi improvviso del silenzio, in forza di un’astrazione, ma vicina vicina, la detta [anima e, certo certo, ancora prossima agli umori che nel [passo poco fuori della contrada abitata, stradella, [carrareccia s’intrecciano, nulla a che vedere con lo spirito – del tempo, della storia, per non andare in alto, in …

(SOLCHI)

Si osano i solchi della fonda terra, Segni del sangue della vita intera, Residui di una tregua in questa guerra, La strada del rifugio appena è sera.

(A MARGINE)

A margine freddamente si tratteggia La parola che c’è, il finto foglio, La rinuncia schizzata, in una scheggia Di estremo anacoretico cartiglio.

(SCOPERTE)

Scoprimmo d’estate il prima il dopo di un evento, Rimorchio, circo e capocomico, nel paese, Divertimento, assurdo, scena e sgomento, Ex-sfollati da Messina, più o meno per un mese

(ALLE ROCCHE)

Alle Rocche, bestie comprese, A far minestra, uva, noci, castagne, Con le Rocche ci costruivano un paese, Case e terrazzi dov’erano campagne.

(IL SENSO)

Il senso deciso, ultimo delle cose, come un vento Ladro nascosto feroce, con destrezza, A un’ora qualunque, al preciso inatteso momento, Così da smarrirlo, il tempo, in qualche brezza.

(PRIMO OTTOBRE)

Ho atteso certi antichi passi Sotto le magnolie in San Leone – All’ombra, come se inventassi Come si cerca la scusa l’occasione.

(TRA LE CASE)

Tra le case, del molto che qui fu, Resta qualcosa forse, quasi un niente, Un fregio una pietra cimino o poco più E una disperata speranza di quel niente.

(PER FAVORE)

Tu, per favore, tu dimmi della notte. In quale ombra a vuoto rotei gli occhi. A nuoto l’attraverso e navigo, per rotte Che non annoto, col conto dei rintocchi.