(PRIMO E SECONDO ADDIO)

Non esistono addii, al paese: Ci incontriamo e poi ci salutiamo, Alla prossima volta, anno stagione mese – Niente addii, ci basta un ci vediamo. Poi, dice qualcuno, gli addii sono nelle cose, Ma archi tribone luoghi nel teso raggio Dei nomi amati dei morti, che nessuno nascose, Segnano il …

(MIRACOLI)

Lingue della navigazione, Parole ritrovate, un verbo ricongiunto, Miracoli d’isole e meridione, Consuona lo Stretto col Salento.

(MATERIA)

Il tempo non ci appartiene, certo, Forse solo le pietre della Calcara Persistono e partoriscono quel ricetto Di case a sensi e umori, una materia cara.     (da ANACORETICO CARTIGLIO, inediti)

(DORMIVEGLIA)

Mio padre, Con mia madre, conferma riconosce L’origine la stirpe il nome Di mia figlia che nasce. Nomina di nuovo la terra e la casa. Ritorna al cuore della mente, Non so come.

(PROVA PER SILENZIO)

il silenzio di mio padre nascondeva la diserzione – dal mondo, dalla vita quotidiana, financo dalla storia, con una battuta al solito banco del caffè – una sorta di vittoria per omissione, una passeggiata per lenta sottrazione

(io)

Ci sono versi, Ed anche versi della bocca, Che vogliono il sentiero La pietra che si tocca e il passo Ed un “noi” sempre, Almeno sottinteso. Dove io sia un più Leggero peso.

(AMABILI MEZZE)

dire a metà l’intero della vita, a misura del vero fino a metà saperla definire, la mezza birra o la mezza con panna, per la granita, arrivo di magi, ma senza oro incenso mirra     (da Anacoretico cartiglio, 22.10.2014)

(ECHI)

Le mummie di Saqua guardavano, occhi cavi, le corse di bambini furetti, coi sassolini [dal mare pronti a precipitare nelle gole, sin dove [indovinavi il giusto femore la caviglia dritta, echi del [catacombare     (da Anacoretico cartiglio, 22.10.2014)

MOGLI E BUOI

Predicavano mogli e buoi dei paesi tuoi spesso i nostri morti, molto meno poi, coniugio & commercio, a volte sincero, come le cucuzze a chilometro zero.       (da Anacoretico cartiglio, 22.10.2014)

UOMINI FORTI

Uomini forti, dai tratti montani, alla marina per vie di pellegrinaggi scendevano, ai giardini di limoni, temevano il vasto mare nei paraggi.     (da Simulacri o teatri)