VECCHI

Vecchi che a non dire “sbrighiamoci a morire” motivi buoni ne possono trovare, per esempio il tressette da finire, le spalle al monte, gli occhi fissi al mare.

PER POCO SALVI DALLA PAROLA BUIO

Per poco salvi dalla parola buio salvi sul bordo del precipizio, al limite la testa infilata nel buco della terra umida dell’inizio, dell’orifizio.

SOLO E SOLO

Solo e solo, mangiavo soltanto all’alba pane schietto, con la semenza, tutto era canto e tutto ora è scanto, nessuna fame, nessuna scienza.     (da SIMULACRI O TEATRI, inediti)

SI SENTONO O ALMENO

Si sentono, o, almeno, si ha il sentore di sentimenti astratti dalla carne, simulacri o teatri del furore – i nostri padri non sapevano che farne.     (da SIMULACRI O TEATRI, inediti)

ASCIUTTA E SECCA VOCE

Asciutta e secca voce a notte, rara, basta all’avara immersione nella fonte, frattanto che si guada la fiumara, il letto immenso al sole, l’acheronte.

TERREA GIULIANA

Terrea giuliana e corona obesa di colline – non è deserto ma una folla infinita d’anime-foglie e felci senza confine, di muschio vellutato – di quell’unica vita.     (da SIMULACRI O TEATRI, inediti)

EVOCO O SPUNTO

Evoco o spunto il libro della febbre, padre che guardi asciutto all’oltremondo, il brivido, ora altrove, delle minute erbe, da cuocerci, col sale, un pane tondo.     (da SIMULACRI O TEATRI, inediti)

CIRCE E CIRCENSE

Circe e circense da allora possiede, un motto oscuro alla bestiola incanta le voglie in salita, le lastimate prede, c’è da saltare il fosso, e il porco canta.     (da SIMULACRI O TEATRI, inediti)

SE PESANTE E’ LA TERRA

Se pesante è la terra, ne è segno la pesantezza del passo del prete zoppo – ci guarda e pronuncia che anche la volta celeste ci grava, anche troppo.       (da SIMULACRI O TEATRI, inediti)