A PELO D’ACQUA
Temendo di trovarmi, mi nascondo, m’acquatto, m’apparto, mi dileguo. Definisco a tratti, sbadata spesso, m’acceco di niente e di niente m’annacquo. Solubile, risalgo, una lieve effervescenza, ma solo in superficie.
Temendo di trovarmi, mi nascondo, m’acquatto, m’apparto, mi dileguo. Definisco a tratti, sbadata spesso, m’acceco di niente e di niente m’annacquo. Solubile, risalgo, una lieve effervescenza, ma solo in superficie.
A notte è la lingua che mi infastidisce, la lingua torpida e avvizzita, la lingua che non trova posto, la lingua che s’assesta e riparte, ruvida la lingua, e ancora la lingua che non sembra lingua, la lingua e il coraggio che trovo di tirarla fuori. Riflessa nello specchio interno …
È tra le conifere che adocchio un file Word. Si nasconde dietro un tronco, si finge corteccia, s’annicchia tra le erbe spontanee e il sole, che di sbieco s’abbatte dove l’aria si fa pulviscolo e la vista s’appanna in condensa. Un altro, rinominato da poco, è aghifoglia, un altro ancora …
Che poi facile indossare un vestito che non è il tuo, se va di moda. Infilo calzini taglia 38-42, porto il 44 ma non importa, gli slip mi vanno stretti, trattengo il respiro mentre chiudo zip e bottone dei calzoni, le asole della camicia tirano e tirano, ma in fondo …
Ubaldo sa che, una volta morto, avrebbe avuto il suo momento di gloria. Così, decide che s’ammazza, nella certezza che sui social, tra un post e l’altro, tra una riduzione di caprese e un risotto alla barbabietola, tra un lagotto da adottare, una serie interessantissima, un quarto di bue marinato …
È una torma di ratti che sparisce nel bidone della spazzatura, non gatti, che invece continuano a miagolare forte per dare l’allarme. Ornella si decide a spalancare la finestra. Da quando il rione è invaso dai topi, le finestre si aprono solo una volta a settimana. «Niente trovate, maledetti!» urla …
Aspettiamo il segnale. Quando arriva, infrange l’aria e si fa silenzio, noi corriamo. Percorriamo il terreno accidentato, cercando di evitare buche e dislivelli, oltrepassiamo il torrente, i ciottoli muschiati e il campo di mais che fruscia irrequieto al vento. Nero e aggressivo si profila davanti ai nostri occhi il cancello. …
Intersezione stradale, pensa, e intanto manca la prima la seconda e la terza uscita. Isola spartitraffico circolare centrale, si dice e la rotatoria lo innervosisce. In senso antiorario, urla, e gira e gira intorno, senza riuscire a fermarsi. Ha lo stomaco rivoltato come un cappotto quando accosta allo spartitraffico. Scende …
Nella mia impronta digitale c’è una strada panoramica Sorrento e limoni, il linoleum strisciato degli autoscontri alle giostre, un cavolfiore, i capelli di nonna dopo i bigodini, la buccia di un’arancia, le onde che si rincorrono nelle Bocche di Bonifacio, i ghirigori della tappezzeria del sedile del pullman che mi …
imbuto 3. In zoologia, organo caratteristico dei molluschi cefalopodi, che ha la forma appunto di un imbuto, situato sotto il capo nella parte ventrale, attraverso il quale vengono espulsi dal mantello l’acqua e le sostanze di rifiuto; con l’eliminazione dell’acqua, l’animale riceve una spinta in avanti, per cui l’imbuto funziona …