CARAPACI

Una fragranza di farina imbiancava l’aria. Fettuccine e sfoglie tese a seccare su un letto matrimoniale di strofinacci. Madama prese una chicchera e versò. Caffè, ne gradite, prima dell’ora del lustro?, chiese al messere. Intanto, quello ruminava e sputava e la terra masticata si ammucchiava davanti all’ingresso, tra la porta, …

SETTE VERTICALE

Non ho peli sulla lingua, disse Elide alla pettinatrice mentre quella con finto corno le scioglieva nodi e inghippi. Nel portariviste, Grand Hotel, patinato e a colori, tavole di capelli e gradazioni di tinte, dai rossi ai biondi ai neri bui, sulla testa la minaccia di un casco, retine e …

ALTERCHI

Scaracchiavano al secondo e ultimo piano, un raspare di suole, tafferugli di piscia di cane sullo zerbino e recriminazioni di tovaglie sgrullate a sproposito. Cose che capitano, sfiatò Limetta, incassato com’era nella poltrona. Briciole, disse ancora, prima che il Colonnello tuonasse di cavatappi, una forchetta, un tagliaunghie, un paio di …

STIMOLI

intanto il sole ammucchiava ombre agli angoli. Fausto, accaldato di polvere, superò il ponte, raggiunse la piazza attufata d’estate e si fermò incantato a guardare. In principio fu la gola, salì su impetuoso e irriverente, in fondo alla lingua, un tappeto sonoro a coprire e a fare eco, un’ola, uno …

METEO

si dice che di mosche e formiche, di scarafaggi e drosofile, di antenne e zampe, tra frinire di fratture scomposte e flapflap d’ali, s’imbastisce il giorno. è acqua ferma, aria nervosa, sifone che gorgoglia, un intrico di capelli ostruisce, a quanto pare, il defluire della stagione.

in-vertebrati

nell’aria che tira, guardo fuori e mi vedo dentro, sbircio dalla finestra dell’occhio sinistro e mi ritrovo, temporalesca e infeltrita. l’acqua colonizza i vuoti, lambisce i pieni, inchiostra cornicioni e mura perimetrali, tetti, strisce pedonali, si fa splendore sui divieti, sui sanpietrini, grigio e ventricoli, cirri e aderenze, nembi e …

LAGO ARTIFICIALE

Pioggia che anneri l’asfalto, sdrucciola sui dossi, macchia la terra battuta, dilava la collina. Impreca lo scroscio e s’accapiglia fino al lago artificiale, il deposito della raccolta piovana, la bocca spalancata al bacino idroelettrico che sporca di cemento la vegetazione. Sotto le campate, la sabbia ferrosa frana e t’affossa. Se …

MUCIDO

che si nascondeva tra le tende, fiaccava la luce, ammorbava l’aria, angariava gli scuri, portava ruggine e dissapori, si appiattiva negli angoli, ammalorava l’intonaco, infradiciava i mobili, mordeva i lembi del cappotto appeso in ingresso, penetrava nelle fibre ruvide della sciarpa, ingiuriava i parati, macchiava i giorni, spegneva le notti, …