Trenta chili in trenta minuti

Trenta chili in trenta minuti recitava l’inserzione sul quotidiano di zona. Arriva il giorno in cui Liberta Marini si decide e si dirige dal dottor Minelli a Brontole Scalo. Indossato il tailleur buono, s’agghinda, impiastriccia la faccia e il suo quintale s’incammina. Alle spalle del fabbricato che ospita Minelli Ulpiano, …

ZAMPE DI GALLINA

«Guarda che faccia, Gina!», lamenta Anna Grossi a sua sorella. «Faccia e faccia! La tua, Anna. La vecchiaia è logaritmica, non ce lo sai?» Anna non ce lo sa, si gratta la testa e ciabattando guadagna il cucinino. Quello che Gina ignora è che, ogni mattina, nel mentre che Astolfo …

la saggezza è una buccia d’arancia

È la mattina del 19 ottobre 1987, il lunedì del canto del cigno nero della finanza, quando Liberia si sveglia, si alza, scalda il caffè del giorno prima in un bricchetto e accende il portatile. In cucina, davanti alla fruttiera e al tutorial di una nota artista che sbuccia un’arancia, …

ISTRUZIONI PER UN LICANTROPO

Eccolo che cammina. Parte in corsa e s’arresta al bivio. Non ci sarà alba, non ci sarà domani per la crisalide, il bozzolo Elpidio Passalacqua. Intanto annotta e, morsicata dalle nubi, la luna pare un uovo sodo su una tovaglia grigia. Si interroga, Passalacqua. E decide. Svolta a destra, percorre …

L’INVERNO D’ESTATE

Se non fosse per l’inverno che ti porti dentro, potresti respirare l’estate, assiepata d’ocra di stoppie, ferita di papaveri, rugginosa di terra dissodata, limpida come acqua di fonte, gorgogliante di ciottoli dilavati, le orecchie invase dal ronzare d’api, vespe e calabroni, annuvolata di moschini, a notte vellutata di falena, opaca …

DRITTO E ROVESCIO

una al dritto una al rovescio, una al dritto una al rovescio, una al dritto una al rovescio, accavalli e cali, e dritto e rovescio, dritto e rovescio, cinquantuno, cinquantadue, cinquantatré e accavalli, tintinnano i ferri, e cali, una al dritto, due al rovescio, era dritto no era rovescio, guasti …

RETROGUSTO

Pasteggiate, dice. Con lentezza, dice ancora. Cosa fai, Limetrio, vai di fretta? Meditate sulla lingua, intorno, lasciate scivolare l’ambrosia, liberate le pupille gustative, sentite la cornea che si inonda, non apprezzate il gusto rotondo di carbone e carrube? L’aroma è un’infiorescenze sul cristallino, negli occhi non sboccia ancora il gusto …

M’ALBERGA

Sollievo m’alberga in petto e s’allarga e brama e s’aggrappa e stringe e s’infoca di verbi, raggelato di participio passato. Quando si torna al presente, un gerundio si perde per strada. Andando per campi e strade secondarie, l’avvisto mezzo congelato, più morto che vivo, e ancora ridonda.

VISTA

Nel soffio ritrovo lo sfogo, l’eritema che mi corrode dentro a corredo di me e dei refusi che dissemino. Crescono germogli di parole, sbocciano congiunzioni sfocate dalla congiuntivite che m’acceca. E quando tutto s’appanna, è allora che comincio a vedere.