VISTA

Nel soffio ritrovo lo sfogo, l’eritema che mi corrode dentro a corredo di me e dei refusi che dissemino. Crescono germogli di parole, sbocciano congiunzioni sfocate dalla congiuntivite che m’acceca. E quando tutto s’appanna, è allora che comincio a vedere.

I VERMI VANNO VERSO IL BIANCO

I vermi vanno verso il bianco, dice Gisella, la testa alzata, le dite torpide che indicano in alto, nel mezzo, appresso al neon. Infiltrazioni, dico io, spingendo via il carrello. Nel vapore della portata, Gisella non indica l’angolo destro crepato e nemmeno il sinistro, vicino alla finestra, inverdito di muffe …

APOSTROFO

Apostrofo l’aria leggera, respiro, e di virgolette m’assiepo, apici doppi agli estremi di un punto, luogo geometrico del forse e dell’assai che si sgretola in virgola. Hai spento il gas?, chiedi, rugginoso di punteggiatura. Meno di un’ora e tutto esplode, un vento di avverbi e di possibilità riempie l’aia, di …

TRAVERSATA

Passo dopo passo, l’erba s’incrina e crepita, brinata d’inverno. Dilavati di torrente, sporcati appena, cerchi in fondo alle tasche i sassi che stringi tra le dita, ne assapori il calore, la cenere solo un ricordo di casa e legna che arde. Conservano ancora un teporino di branda, di ruvido e …

TASSIDERMIA

Brulla, la campagna s’infoca d’estate. Friniscono gli occhi e di piombo s’accalorano i reni, soffiati via dal peso della giberna. Pregusti la vista degli impagliati. S’accalcano nell’angolo cupo la beccaccia di mare, il gufo reale, la volpe, il cervo, lo sguardo fisso, il davanti che si fa retro, l’indietreggiare di …

LAVASECCO

Basta che t’adocchio e mi sale un pruritolino sottocollo. Scosto il dolcevita e penso a quanto amaro fu il giorno del nostro incontro. Davanti a me, c’eri tu, di belle promesse, tante parole infiocchettate di ghiaccio, il tintinnare del gelo della professione, rappresentante di marchi noti e meno noti, d’abitacolo …

MEZZOBUSTO

Caffè al vetro. Il cliente molesto va di fretta e si vede, muove le mani, rovista nelle tasche, strabuzza gli occhi. Marilina è lenta, s’affossa dietro il bancone, traffica con tazzine e cucchiaini, di cornetti ne sforna surgelati, li rianima, dice lei, anche se. Alla cassa, Giampiero batte svogliato scontrini, …

A PELO D’ACQUA

Temendo di trovarmi, mi nascondo, m’acquatto, m’apparto, mi dileguo. Definisco a tratti, sbadata spesso, m’acceco di niente e di niente m’annacquo. Solubile, risalgo, una lieve effervescenza, ma solo in superficie.

A NOTTE

A notte è la lingua che mi infastidisce, la lingua torpida e avvizzita, la lingua che non trova posto, la lingua che s’assesta e riparte, ruvida la lingua, e ancora la lingua che non sembra lingua, la lingua e il coraggio che trovo di tirarla fuori. Riflessa nello specchio interno …

TRA LE CONIFERE

È tra le conifere che adocchio un file Word. Si nasconde dietro un tronco, si finge corteccia, s’annicchia tra le erbe spontanee e il sole, che di sbieco s’abbatte dove l’aria si fa pulviscolo e la vista s’appanna in condensa. Un altro, rinominato da poco, è aghifoglia, un altro ancora …