GIORNO OTTANTA

Le maree, il diluvio e le mille ore di viaggio. Cena, una mela e quattro maideleines. Gli ho fatto il funerale.   Io, ho cantato l’amore dei cani.     (da PORTOLANO, Mattioli 1885 ed., 2019)

GIORNO DICIOTTO

  Sono incinta, ho le doglie ma le contrazioni sono deboli, minaccio l’aborto ma non so cosa devo fare. Perdo sangue, è tutto diverso dalla prima gravidanza, la pancia è piccola e sta in basso.   Fino a un certo punto ho avuto bisogno di uomini, ora ho bisogno di …

GIORNO SEDICI

L’unica cosa che devo fare, è sedermi alla scrivania.   “ Dice Paola: che mi importa se sono già morta.”[i]   I compagni di viaggio, si scelgono.   […] [i] Orelli

GIORNO QUINDICI

Non mi sono mai sentita tanto bene nello scrivere, mi sento ardere.   Chissà se anche a lui tornano improvvisamente in mente certe immagini dei ricordi, il centro di Oga.   Informarsi sull’alcolismo di Carver.   Io sono innamorata di lui. Anche se lui non mi vuole più ed io …

GIORNO TREDICI

Gli altri, le altre persone, sono punti di appoggio tra una base e l’altra?   Dall’isolamento al palcoscenico. Per me fare letture eccetera è più faticoso che per gli altri, sto imparando ora a camminare mentre di regola accade molto prima. Perciò soffro di una paura incandescente e voglio scappare …

CORO

“è il tempo più grigio e dolce dell’anno, prima ancora che brilli la bacca improvvisa dell’inverno” A Bertolucci dormire con la neve è un’altra forma poi le macchie si susseguono due dita d’inchiostro Gli alveari, le case immaginate, le distrazioni i contrattempi le guance rosse di novembre bambini con i …

LA VOLPE

i. si è fatto un calco della mia figa, dice che mi ama così tanto che non riesce solo a baciarla, a mangiarla ma deve sputarci dentro il cibo   ii. ogni notte sogno di farmi saltare il cuore fuori dal petto con un pugnale o un puntello

ATTENZIONE VELENO

Stupra una bambina e la lascia sanguinante sul marciapiedi: “ho vinto il jackpot, una bambina di tre anni che mi è devota come un cane. E della quale sembra non importare nulla a nessuno.” [i] C’è un bambino con un cappellino sporco di sangue. Lo fanno giocare coi dilettanti, i …

GU CHENG

forse sono cieco non riesco che a toccarti con la mia voce aprire la poesia come il palmo di una mano tenderla verso di te// offrirtela fratelli su questa riva del Pacifico dal colore rosso, chiaro, blu, nero fiori che scoppiano a piangere sulla mia riva del Pacifico questa voce …