LA LAMPADA

è accesa nella sua mano l’illumina allo sguardo – – – lui vede di lei che non sa – sfondata la porta – più di quel che lei possa, vedersi. La testa nel fieno di una stagione, nel gas dello sguardo, sprofonda assopita nel gregge … La sua – folle …

ALTINUM

Galleggia il piano, potati i rami ed i germogli, il sale trainato a riva acceca. Edere acquatiche preferiscono complimenti di libellula. Spinto al largo l’ascolto fa acqua alta il mare, fa acqua il cielo ed il goffrato s’imbeve. Fino alle braccia s’imbeve a destra, e a sinistra della casa una …

RI_FRAZIONI

Il canneto cresce nell’acqua lenta e imbrica sonori pullulare di piume appena fatte, di covate multiple e affamate su esponenziali insetti, tanti, e caldo eccessivo. Il canneto cresce in grammatica con l’articolo e l’apostrofo su strade aperte, il suo regno non decade. Prende vento il salice, vien giù sull’ospite desiderata, …

POLAROID

  La strada affianca intermittente basilico ed assenzio, l’angolo rossosole macchia il verde; capelli bagnati, capelli nel verde. Alì, coltiva un orto in barca e viene dall’ansa verso riva vendendo peperoncino. All’ombra inchiostro, semi, li-belle-lucci e pollini. Nel mezzo, pellicola, nel mezzo; acqua. All’ombra, scura la bacca di frondosa semicroma …

DISEGNI D’INVERNO

Dimmi dal colle l’infinito avvento; inaugurazione Gela il suo vuoto di cera persa un croccante sottozero   Come promessa il letto d’erba malva s-verde, s-pianta   Nel  ricordare decresce il nome proprio vicino casa   In-tralciata vigna curvo il capo e i grappoli sì, ri-accolgo   Strati e mantelli nero …

CACCIA

  Con 2,75 $  arrivi dappertutto, anche l’espresso prendi.  Nei millepiani verso nord c’è il Bronx zoo, ma portati da leggere, la coda e le coincidenze non aspettano.  Sotto, sotto, si oltrepassa il fiordo e la foce. Napoli non è così, qui sì ci vorrebbe la Madonna “addolorata” a farci …

L’IMPOSSIBILE ROSSO PALPITAVA

  Andammo ad ovest , sulla piana di splendenti verdi zuccotti rovesciati. In fila la serie delle colline che ora è tombata  dal centro commerciale, lì c’era una volta il campo di papaveri. Una distesa fin quasi alla riva del fiume. Tutto rosso senza accenno di altre colture, l’impossibile rosso …

BOCCASCENA

Non volli, non volli ricordare il giorno, l’ora e l’indirizzo. L’acqua alta curvava la superficie mentre andava a picco il cappello di frasche. Memoria satura, salamoia nelle decisioni.  Ristetti immobile e replicai la dimenticanza.  La foresta della notte s’insinuò nel velluto Fortuny, “Oh mio Dio è terribile!” disse qualcuno che …

ANESTESIA LOCALE

Contorni  dove si gongolava senza cadere. Formiche tra un fiore e l’altro inforestate nell’erba sottile. A fior di pelle sembrava tutto vero. La sperduta Amazzonia odorava di umidi ingredienti. Rialzava la spalla ogni tanto sopra gli steli come una  zolla in slittamento per la recente frana. Ma la colonna  proseguiva …

INDACO

  Ho avuto l’otite. L’orecchio sinistro mi informava  sì, ma con fruscii e parole ingannevoli. Alla fine del  mio turno, camminando verso casa, incontravo di nuovo gli stessi. Gli uomini delle sette di mattina, quelli  che pedalavano con le bici arrugginite verso l’officina. Ogni giorno un buon giorno per me …