PER IL GIORNO DELLA MEMORIA (il pettine tra i capelli)

Quando passo il pettine tra i capelli e lo guardo sotto il fascino del rubinetto buttare tutti i pezzetti di tanti colori, che vi avevano soggiornato per settimane mesi forse anni senza essere intaccati dal sale della fornace del castagnaro, penso “che uomo fortunato che sono”.

IL FURTO DEI TETU’

Cominciarono a sparire dalle vetrine del centro, poi anche dalle periferie. Finalmente i sindacati dei panificatori lo beccarono, alla fiera dei morti, in iperglicemia, con la bava alla bocca. Sorrideva ancora.

LO SPARTIACQUE

Apo bussò alla porta di Pirandello, chiedendo notizie della condizione esistenziale. Luigi gli rispose tirando fuori dalla tasca della sua giacca da camera una vecchia foto del Mar Baltico che gli ricordava sempre, disse, lo strappo nel cielo di carta.

STORIE DI UN RIGO O POCO PIU’ – 2

Il “filo d’erba” ebbe un trattamento da re, regina, cavallo e bastone. Trapiantato, irrorato ccubbi (q.b.), gli diedero pure un nome: pirandello, pairandello per gli elegantoni oltreoceano.

STORIE DI UN RIGO O POCO PIU’ – 1

1. E’ ufficiale, il bottone era disperso, strappato durante l’ultima colluttazione con il cane che pisciava sull’umido del giovedì. Il cane era stato boxeur, in un lontano passato, ma quella volta il coltello non gli era servito. Apo nella città invecchiata cercava un bottonificio all’antica.