da “Si guarda com’è il sole” (6)

Sta ormai sempre a casa, lamentando dolori insopportabili e passando le giornate tra il letto e la poltroncina accanto il letto. Invitando chi gli sta vicino e chi lo viene a trovare a decifrare gli esami dell’ultima TAC.   Lo consoleranno dicendogli che ha soltanto un po’ di arteriosclerosi, normale …

da “Si guarda com’è il sole” (4)

“Che sono i piloti automatici? Io sono stato un pilota automatico prima che le inventassero queste scatolette, questi ingranaggi del diavolo!” dirà Pietro, da vecchio, seduto al Circolo.         -Si guarda com’è il sole, Sellerio Editore Palermo-

da “Si guarda com’è il sole” (3)

Quando Vincenza ha sentito Mariano chiamare sua moglie dalla stalla, ha capito che il ritardo si era fatto importante. E le è preso un batticuore. Vincenzo rincasa alla cinque, cinque e mezzo della sera. E sono le sette meno un quarto. “Come ho fatto, come ho fatto a non accorgermi …

da “Si guarda com’è il sole” (2)

Anziché un falcetto Vincenzo ha una grossa falce. L’altezza del quarto intaglio corrisponde al cuore. Sogna il freddo della lama che spalanca la carne ed entra nel petto. Nino vorrebbe gridare. La manna comincia a sgorgare dalla ferita. Nino vorrebbe assaggiarne non più di un grammo sulla punta del dito.

da “Si guarda com’è il sole” (1)

Si guarda com’è il sole. Se è pallido, se è appannato non basta, non conviene uscire. È precisa la diagnosi: amiotrofia in soggetti anemici. Le bambine escono solo quando il sole può indorare loro le palpebre chiuse, che hanno lo stesso colore ghiaccio dellino dei port-enfants. Nessuno può spiegarsi perché …

ADAMO IN CITTÀ

Quando capisce le cose, straluna gli occhi. Un portone più piccolo di una finestra, una carrozzella con mammina guidata da una bambina, la sua cintura a intreccio blu e bianco del lontano ’64 che svolazza sopra la piazza, l’ombrello gigantesco con cui Dalì tenta di sollevarsi da terra. Queste viste …

L’OMINO È OBESO

Pesa circa cinquant’anni. Ha una testa vacante. Che pende all’indietro. Senza però mai sbilanciarlo. Un ombelico indubbiamente sporco. Pieno di cose nere. Simili ad alghe. A ombre. A puzzette cristallizzate. Lì non arrivano bene i suoi occhi per decidere. Il pisello poi può soltanto sentirlo. Non l’ha mai visto. Potrebbe …

OGGI COSA HO

Oggi cosa ho, mi sento un polpo. Il metacarpo della mano sinistra duole all’infinito. Forse un principio di maldiugola: mi riaddormento? Un torciscroto: alla prossima pipì la bustina di OKI. Anche se è stagione, dovesse piovere, non le rientro più le poltroncine di tela. Rimangano chiuse in casa come d’inverno, …

IL SELVAGGIO

Leggo, con sostanziale complicità, l’articolo di Marco Archetti su Il Foglio di qualche giorno fa, “Elogio dello scrittore stupido”, e ricordo che 8 o 9 lustri fa, Gaetano Testa ed io avremmo commentatolo: “acqua frisca”. L’articolo gira intorno ad una citazione del Noiosissimo: “Se nella gerarchia delle virtù l’intelligenza occupa …