da I GIORNI QUANTI (53)

L’intimità è una scelta importante per i nostri nuovi vicini. Hanno spalmato di tende bianche i vetri che potevano guardarci. Dunque, continueremo a seguire le ombre. Avremo più difficoltà ma potrebbe aggiungersi piacere al piacere. Mi stendo in terrazza. Una musica spagnola cancella le stelle. La città pretende un bypass. …

da I GIORNI QUANTI (52)

“Faccia fuoco e la smetta.”   Sono da qualche giorno in città ma non dormo. Così decido, anche se è notte, di tornare in ufficio. Ho questa borsa da riconsegnare alla sua proprietaria. Nella stanza delle riunioni c’è festa. Però io, la borsa e la sua proprietaria, ci ritroviamo dentro …

da I GIORNI QUANTI (51)

Ho scoperto mia madre in flagrante. E pensare che fino a qualche minuto fa non lo pensavo neppure. Ero a Martina Franca. Passo davanti un portoncino dove c’è scritto “Associazione parenti delle vittime”. Guardo dentro, dai vetri della finestra accanto, e la vedo che si fa maltrattare a parole da …

da I GIORNI QUANTI (50)

“Per un cieco una strizzatina d’occhio vale un cenno del capo”. Sono rimasto a Palermo per farmi rimettere a posto la caviglia, convinto che non c’era posto migliore, per principio. Ma non l’hanno messa a posto così bene. Lo capisco vedendo l’altra caviglia. L’altra caviglia me lo dice. Ti sei …

da I GIORNI QUANTI (49)

Sulla strada Tusa-Palermo, sulla strada Palermo-Gibellina, sula strada Gibellina-Santo Stefano Quisquina. Sulla strada Santo Stefano Quisquina-Trieste. Sulla strada Trieste-Roma. Sulla strada Roma-Ciccio Sarullo. Incontrerai sempre un contrattempo sulla strada che hai deciso di percorrere. Questo, potrai dire, è mio padre, questo faceva il militare in Abissinia. Ciccio Sarullo non dice …

da I GIORNI QUANTI (48)

IL GEOMETRA, SOTTO IL PICCOLO PERO, È ATTRATTO DALLE GROSSE PERE. Lo capisci da quell’attimo in più in cui ha posato loro gli occhi sopra, distogliendoli dai paletti di vertice e stazionamento. Ne prenda qualcuna gli ho detto. Sembrano melloncini, mai viste pere così grosse. Belle di fuori ma di …

da I GIORNI QUANTI (47)

“…e da morosi di sangue vidi riemergere la testa dei demoni scatenati: mostri di fantastica orridezza, coccodrilli con ali di pipistrello, serpenti con corna di cervo, scimmie col capo coperto di conchiglie imbutiformi, vitelli marini con barbe patriarcali, volti di femmine con mammelle al posto delle guancie, teste verdi di …

da I GIORNI QUANTI (46)

DISPERSO. La prima volta che sono stato in America, New York, ci hanno alloggiato, mia moglie ed io, al Bazar Hotel. In camera, la prima cosa che ho tentato di sistemare sono stati gli orologi. Ne avevamo tre, sveglia compresa. Quando però ho tirato fuori l’aggeggio meccanico che mi avrebbe …

da I GIORNI QUANTI (45)

“Io adoro i miei amici. Adoro quello che fanno. Però, anche, mi adoro. Quello che faccio.” La natura, dice il capitano, ci scomunicherà. Vestita di rosa e di blu. Accompagnata dai Forestali. Che oltre ad essere obiettori di coscienza sono ambientalisti radicali. Si accorgeranno della soletta di cemento buttata nottetempo, …

da I GIORNI QUANTI (44)

C’è chi il telefonino non gli è mai caduto per terra, chi non lo ha dimenticato mai. Trovi sempre almeno un elemento di varietà nel genere umano che ti convince a rimandare a domani ogni decisione forte. La natura ci sommergerà. Come ha già sommerso l’Australia. Ma un buon servizio …