MISERIA E DIGNITA’

La signora Annina Mazzola (dei Mazzuleddi di Castelbuono) un giorno si vide tornare affranto il proprio figliuolo Domenico (detto Micuzzu) con il pane in mano. Piangendo confessò che gli era caduto su una ciotta (torta in lingua) di merda vaccina. Senza rimproverarlo né perdersi d’animo, mamma Annina prese il quarto …

FOCUS BENJAMINUS

Mi si sono svegliato camaleonte. Tutto verde stamattina. Forse per contrastare il fuoco che ancora arde e rifrange da dietro i boschi di Tusa, dalle parti di Pollina. Mi sono svegliato che ce l’avevo in testa, che mi era entrato per svegliarmi Aveva gli occhi verdi dell’amore. Quale buondio me …

MORO’S FETICISM

Se respiro col naso Non ti so dire ora per quanti minuti Però mi perdo in questo conteggio Se respiro col naso L’odore di colla del nastro di plastica Sale dalla bocca come da una vallata profonda Se respiro col naso Non ho più orecchie Lontano le confuse bande di …

da I GIORNI QUANTI (153)

per tutti, anche in città, c’è un gabinetto dove rinchiudersi e ascoltare in silenzio gli altri e il proprio prete che si confessa che gocciola parole grosse come pere che liquida i peccati con un’estrema minzione

da I GIORNI QUANTI (152)

“Ossa di pesce si era levato le Reebok e l’ambiente ne aveva risentito.” Aldo Nove. La città. Lotto con il computer per imporgli la firma dell’ultima citazione che mi corregge – automaticamente, testardamente – il cognome di Aldo in Novembre.

da I GIORNI QUANTI (151)

SU-SA-PERO’ Dipende dalla pelle o dipende dalle palle. Dipende. Dipende dalla qualità. Dalla qualità della pelle? Dalla qualità della pelle del tuo nuovo cinturino. Evidente. Già mi era sembrato un dubbio acquisto per via del costo. Un dubbio acquisto? Si. Potresti vincerlo questo concorso per la cattedra di antropologia dell’accattonaggio. …

da I GIORNI QUANTI (150)

Perché non riesco a seguirti? Perché non riesco a seguire nessun discorso. Perché mentre ne seguo uno, mettiamo il primo, il secondo, tanti altri si intromettono, creando traffico nella mia testa. E senza rendermene conto, comincio a seguirli tutti, non uno per uno, tutti insieme. Non arrivando mai a capo …

da I GIORNI QUANTI (149)

La campagna. Quella è la vasca (la uria) dentro la quale  un uomo tradito uccise la moglie, facendola a pezzettini a colpi di accetta. I tocchi di carne della donna, furono trovati tutti, galleggianti.

da I GIORNI QUANTI (148)

La città. Ma tu chi sei? chiede, paffutella e sotto la pioggia della piazza domenicale. Insiste, al telefonino, a chiedere, ma tu chi sei?, per lei, per l’amica che accanto l’ascolta trepidando, ma tu chi sei? Un pizzicotto, dall’altra parte, che la fa scartare e sorridere, ma tu chi sei? …

da I GIORNI QUANTI (147)

Un’eventualità leggera come la scomparsa  dei posacenere o dei cucchiai del caffè da un ristorante dove oltretutto abbiamo pagato conti esagerati (da dove le mie figlie sono uscite a testa bassa). Il furto, come si vuole chiamare un momentaneo prestito, mi ha probabilmente messo nella condizione della discolpa. Per discolparmi …