LE LUMACHE SI AVVOLGONO

le lumache si avvolgono intorno alle ore di pranzo, vaste ma rassicuranti (le lumache?), cronologiche come un girasole (sempre le lumache?). la piscina è tutta paffuta sotto, le sue maree arricciate come suoni. una vertebra vuota è un’asola che si è repressa, raggrinzita – tutta paffuta sotto. i versi, vasti …

nell’appartamento ho circondato la scogliera

nell’appartamento ho circondato la scogliera, che la sentivo beccare con la bocca piena di sciarpe. tutto parla strano – di ferro. il nostro vicino d’aria vede un noi come un osso perché una parola trova una via. fissiamo e ci mangiamo gli elicotteri incastrati nei cancelli fuori (il mio mi …

è una singola poesia

è una singola poesia che affonda costantemente la sua faccia (uno strano tonfo), non immaginando che tra le sue grinfie (come un recinto) splendesse (e non-splendesse) l’etimologia, fino almeno al mezzogiorno della tua adolescenza. perchè la porta si apra, consumando intere cioccolate come fossero nuvole incasata intorno all’occhio come la …

BOOM, PAROLA IDIOTA

boom, parola idiota – lacrima e nessuna parte che si allaga. lascia che il cuore sia lo specchio del mattino (gli occhi delimitano, mischiano cose con sprint) molto più di una stampella con radici che non prendono, taglienti. parola dritta come le corde che si sdraiano dopo. quanto c’è di …

DOVE FUGGI FUGGI TU

dove fuggi fuggi tu svanisce anche il saluto come un epigramma in mezzo al pascolo, un puzzle erboso ondulato. la tua spuma è ancora nello stesso vaso, meravigliato che ci vengono le stelle morire. la fontana in riva al fiume trabocca di serpenti (trabocca, come un microscopio) e, per precauzione, …

né niente di più snello

né niente di più snello della farina di quindicesimo grado; dopo qualche calice di contrasto inviamo lunghi mormorii ai calabroni; che si fanno campagna a vicenda lungo i bordi e la grammatica della strada; senza dare lunga importanza né a pascoli né a incidenti; solo al numero ipercivico; debolmente, dal …

leggermente un rigonfiamento del nulla

leggermente un rigonfiamento del nulla, solo il mondo accartocciato si apre e la sua geometria esterna è (serena). lungo i bordi degli anni stradali, anche se non sono incisi, lampioni per libri (spenti illuminati) sono dislocati nella pupilla e aspettano poeti vuoti (tra punto e cuneiforme aspettano la scadenza dell’alfabeto). …

NEGLI ZUCCHERI DELLE MIE PAGINE

negli zuccheri delle mie pagine era stato disperatamente imballato un messaggio, da prima dell’esaurimento della lira: è ormai l’atrio, un sito di vimini angolare allo stesso modo della lira, con l’unico spioncino (invece di cento) di una bellezza brutale come un uovo del paradiso per signora. la poesia, pugnalata come …

catturato valéry nella chiatta al largo

catturato valéry nella chiatta al largo, grazie al suo ritmo invernale nel trambusto dei traghetti nascosti. le sostanze psichiche setacciate nel caratteristico schermo della pelle di valéry iniziano una stanca discesa per posarsi a proteggere l’intestino, antenato delle vocali. nell’agitazione del diluvio ancorato anche i bunker si incontrano con le …

ALLA TERZA LUCE DEL SOLE

alla terza luce del sole, nel lungo portafoglio dagli strati stretti (corde personali, ispessite), un pilota riecheggia dai suoi stessi occhi. il suo abbraccio asciuga l’argine del fiume in polvere. gli avevo affidato un piccione vuoto (come verdure mezze vuote), che avevo costruito io, per dispensarlo dai dolori della crittografie, …