improvvisamente, un anno nella fessura

improvvisamente, un anno nella fessura – attraversato come il cortile di un legname. presto, presto con la timidezza, nel sudore scriviamo di poesie la nuca del collo – unendo i lati del tramonto in un unico vortice. beatamente si sbuccia la distanza e l’asfalto diventa luce – affetta dagli edifici …

non agitarti per giocherellarmi

non agitarti per giocherellarmi, cassafortebomba sotto i miei stomaci, non avvolgerti intorno alle mie passività per incantarmi con la violenza della spazialità. ti venezianizzo e questo mi intossica l’udito – ascolta come scolorisce familiarmente, prima brillavo come un coniglio incuneato nel labirinto di lei a soffocarla. limite tanto ingenuo quanto …

esiste un ingranaggio linguistico

esiste un ingranaggio linguistico, tra le piccole verruche, dove si respira ancora il greco secco e lo si può scambiare col metallo di esso. fa riflettere sull’udito, come il prodigio di un alibi, perché si costruiscono gli anni come si costruiscono le decorazioni. dalla tua famiglia gocciola un vetro vecchio …

non a disagio nell’illusione

non a disagio nell’allusione, il bosco lenisce la pelle e il corpo inospitale come un sorriso da più addii di una torma. momento di sentire la chiave nell’acqua affettuosa – si calcola ci vogliano chilometri e chilometri linguistici per coagulare il mondo, sabbie e sabbie e sabbie di sassolini liberi …

la nostalgia contrasta

la nostalgia contrasta il fetore dei detriti, e lì si occupa della fase guardaroba dei girasoli che non si schiudono ma si accontentano di attraversarele generazioni come le nonne. il flusso di decorazioni che ne risulta ha quel qualcosa di cronico che è proprio della letteratura, io invece preferisco essere …

le musiche affrescano anche la bocca

le musiche affrescano anche la bocca come i bocconi, e per la pausa di un sì ce ne andiamo a camminare (come ombelichi vuoti) vicini alle altitudini. gli (ombelichi vuoti) sono la gobba dell’uragano, dove la velocità delle onde si ferma appena è in vista delle stagioni. già dai primi …

la mappa del manoscritto

la mappa del manoscritto corrisponde alla superficie del manoscritto, e fa venire la gola alle parrucche. cioè, il motivo di ogni boccone contadino della penna. le rughe sulla penna sono i mormorii, i quali sono le rughe sulla penna ma sull’acqua da quando l’acqua è in pensione. e fanno venire …

L’EFFICIENZA, IL VELLUTO

l’efficienza, il velluto, del parabrezza della cattedrale filtra, in mezzo, il cosmo. la scrittura in posa incantata, allucinata, (poi armadio), nella fretta del parabrezza. il parabrezza rifiuta l’armadio, in scherno. i suggerimenti che scrivo, la lista, sono la mia scrittura che è una lista di suggerimenti. timidamente scricchiola nell’isolamento del …

questa è insomma la serie

questa è insomma la serie di apriscatole, e da qui in poi per dobbiamo aspettare se vogliamo veramente conoscere ogni uscita. questa attesa è la sonnolenza dei nostri avambracci nudi, che sono lucertole che si spogliano nel ruggito completo. l’elsa del rene è un souvenir che distrugge il lavoro e …

IL SENNO DI POI

il senno di poi è il favo in cui si ritira la tonsura dei denti, da un’altezza tonnellata. come un tropico d’arguzia, drappeggia (come un filo di granito) tutta l’eredità di desiderio. si sistema sulla panchina (e cioè: sul contorno della panchina, a contatto col contorno della panchina e in …