UN VOLUTTUOSO CANTIERE

un voluttuoso cantiere fa roteare i fine settimana per dare passaggi agli accendini che camminano in mezzo a gazebi scolpiti dalle lettere strappate da vulcani intrisi di cuoio. l’accordo poetico è traumatizzante per l’autostima delle frasi, e la chiusura del pezzo (o serratura, sé-rratura) manca perché il pezzo è pieno …

UN VOLUTTUOSO CANTIERE NAVALE

un voluttuoso cantiere navale fa roteare i fine settimana per dare passaggi agli accendini che camminano in mezzo a gazebi scolpiti dalle lettere strappate da vulcani intrisi di cuoio. l’accordo poetico è traumatizzante per l’autostima delle frasi, e la chiusura del pezzo (o serratura, sé-rratura) manca perché il pezzo è …

IL VECCHIO MANAGER

il vecchio manager-lupo sembra essere un patchwork di grano, come una balena. notte e giorno, dal suo letto di morte, pattuglia il suo aspirapolvere rugoso come una sacrestia in quercia. spesso beve ad alta voce durante il safari dei suoi oggetti, ed è circondato dalle sue stesse fessure che si …

quasi è a qualsiasi cosa

quasi è a qualsiasi cosa, e perciò l’osservatore si stringe a tutti i sondaggi a sua disposizione come uno sceriffo, muovendosi attorno a un boccone di sonno, e si schiude un secchio e si risveglia per lavorare alla ricopiatura di fiamme inutili per diventare invece di un tamburo il migliore …

LA DELEGAZIONE DI LAVANDINI

la delegazione di lavandini ha dissolto l’isterico motociclista in mattoni rossi, come la luce del giorno scioglie il taglio della macchia. la scrittura è una stasi arruolata a colpi di polpette, antenata del giardino. in primavera ogni bocciolo inuma una chiglia di puro gas, e le braccia del lago sono …

SPIEGA L’INSICUREZZA INCOLLATA

spiega l’insicurezza incollata: cinque monologhi intricati (cinquantanove pagine affilate, cioè mille gattini da casinò, giustamente simmetrici) e mani che trasportano fastidio e biscotti pieni di latino (invece delle relazioni etrusche del tetto a scatto). cento atomi macchiati d’inchiostro, con input, sbiancano mentre si svegliano, la loro pelle dickensiana sibila accecata. …

LE LUMACHE SI AVVOLGONO

le lumache si avvolgono intorno alle ore di pranzo, vaste ma rassicuranti (le lumache?), cronologiche come un girasole (sempre le lumache?). la piscina è tutta paffuta sotto, le sue maree arricciate come suoni. una vertebra vuota è un’asola che si è repressa, raggrinzita – tutta paffuta sotto. i versi, vasti …

nell’appartamento ho circondato la scogliera

nell’appartamento ho circondato la scogliera, che la sentivo beccare con la bocca piena di sciarpe. tutto parla strano – di ferro. il nostro vicino d’aria vede un noi come un osso perché una parola trova una via. fissiamo e ci mangiamo gli elicotteri incastrati nei cancelli fuori (il mio mi …

è una singola poesia

è una singola poesia che affonda costantemente la sua faccia (uno strano tonfo), non immaginando che tra le sue grinfie (come un recinto) splendesse (e non-splendesse) l’etimologia, fino almeno al mezzogiorno della tua adolescenza. perchè la porta si apra, consumando intere cioccolate come fossero nuvole incasata intorno all’occhio come la …

BOOM, PAROLA IDIOTA

boom, parola idiota – lacrima e nessuna parte che si allaga. lascia che il cuore sia lo specchio del mattino (gli occhi delimitano, mischiano cose con sprint) molto più di una stampella con radici che non prendono, taglienti. parola dritta come le corde che si sdraiano dopo. quanto c’è di …