ESTATE ’96

Ci spalmammo l’argilla sul corpo e in pochi minuti sentimmo le giunture rigide, la pelle incrostata, era bello però avanzare nel canneto al ritmo del gracidare, raccogliere l’acqua del torrente tra le mani, insieme alle testoline nere e codate, cercare le più rare con due minuscole escrescenze. Dalle canne sbucò …

TRAUMDEUTUNG

Versarono nei bicchieri single malt da bere vicino al camino, chi lisciandosi le penne cobalto, chi raccogliendo dal tappeto le squame perdute, che piovevano luccicanti nel posacenere sul tavolino. Poi le domande, gli studi, la carriera, l’affitto e lo stipendio, ma non per farsi gli affari altrui. Uno sbadiglio e …

L’ALTRO

L’uomo che vive nel mio appartamento esce di notte. Al mattino trovo briciole sul pavimento, una lattina di birra vuota, un libro lasciato a metà sul divano… Penso a cosa potrei fare, nel pacchetto ci sono meno sigarette di quante ne ricordassi; allora busso sulle pareti, controllo sotto al letto, …

APOCALISSE

Stava venendo giù il mondo, così dicevano sullo schermo, mentre guardavo il cielo senza uccelli. Non c’era gente in strada, né si udivano sirene, strepiti, grida, spari o esplosioni; però la signorina nel televisore era certa, Questa è l’apocalisse, da un momento all’altro ci sarebbe stato il segnale, Il tuono …

IL CONFINE

Ce n’eravamo andati in una terra di confine, dove sul pesce mettevano il tartufo e certe vocali si aprivano immotivatamente. È tutto indefinito, come questa domenica, dicesti sul prato, agenda alla mano. Domani alle 9:00, primo appuntamento. Ci andrai, oppure finalmente prenderai il treno famigerato, poi l’aereo, la nave, per …

VICINI

È da giorni che gli oggetti spostati, le sedie trascinate, i piatti messi a tavola e poi accumulati sul lavello, i fogli strappati si sentono con chiarezza e molto spesso combaciano con ciò che sto facendo. Apro una bottiglia di vino, ecco il rumore; chiudo la finestra, vetri che tremano …

ABBANDONI

Hai lasciato i tuoi libri sul pavimento, e mi chiedo se a guardarli si possa capire quali hai letto e quali no, e sembrano tutti uguali, e ricordano i volti delle persone che si incrociano per strada; perché questo bisogno di metafore? Paura della morte, anche quando la chiamiamo vita. …