DEMETRA E’ INCOLPEVOLE

aspettami all’alba mentre io esco dal buio delle sicomore pensando che i lumi di cristallo mi hanno sbeffaggiato durante l’incantesimo enorme ma fragile dei tuoi occhi

LA PROFEZIA DI SISIFO

urgenze puberali negli anni del mito non annacquarono la voglia di stringersi attorno al fuoco di una improbabile cenerentola che intarsiava strane e umide melodie mentre nei dintorni qualcuno si baciava nell’ombra

KRAMER E’ ANDATO A SAIGON

libellule e lapislazzuli en plain air durante il commiato dai miei settantanni vissuti per approssimazione sebbene in me trionfasse sacra la fiamma dell’improntitudine giovanile quella stagione per cui tutto è una promessa da non mantenere

EOLO CANTA A SINGAPORE

Venerdì di un mese infausto del secolo infame mi ritrovai dentro un buca che non avevo cercato eppure crepitante di lussurie mai sdoganate mentre tu soffocavi quel riso di scherno che mi aveva fatto innamorare

DOMUS AUREA

i trascorsi di Yanez non mi interessano considerato che l’età puberale è scorcio indistinto però mi piacerebbe riandare a quella stagione floreale e baluginante adesso che c’è mormorio di resa

INSONNIA VENEREA

il pubblico rumoreggiava senza costrutto ma con roboante supponenza davanti al poeta che stillava miele da una controdanza faticosa e immeritevole mentre tu rimescolavi il chiarore stellato con il brivido dei tuoi occhi

IL VIAGGIO DI ULISSE

Era il 1994 e fu cruciale la congiunzione che dirottò pulsazioni irrequiete sul floreale incarnato di Celeste iridato cammeo che travolse e sanificò i miei passi inconcludenti

SOCCORSO ROSSO

E’ quello che ci vuole disse Sofonisba Anguissola parlandone con Bartolomeo Colleoni a propositio di una nuvola grigiastra spalamata da un aurispice acheo durante la mortifera primavera di un tempo spinoso.

IL NATALE DI IGEA

Il Natale quacchero allo Zen procura stordimento eppure trattasi di liturgia benevola che gli officianti dai paramenti stroboscopici insufflano su per i corridoi deserti di un Eden mai conosciuto

L’UOMO RAGNO HA LE VERTIGINI

Al Bar del Viale negli assolati anni ’70 eravamo veramente quattro amici al tavolo a sgattaiolare tra incontinenze multiple e ricerche senza logaritmi bensì lubrificate da vogliose tarante eppure lo scintillio di quelle ore non ha trovato incenso e mirra