GATTOMAMMONE

2   Voci che favoleggiano d’incontri ai limiti del deliquio, tramandate da epoche in cui avventurarsi nelle campagne notturne era una sfida perduta e le città, al calar del sole, erano preda di sanguinose razzie dalle quali ogni difesa era preclusa. Voci che riferivano di corpi lacerati dopo un appuntamento …

GATTOMAMMONE

1   Dal gomito di una buia scaletta d’aprile un pugnetto di baffi rizzi e setolosi saettavano avamposto di un’ombra indolente che s’intuiva rannicchiata per l’agguato. Si rincorrevano antiche voci sul Gattomammone che popolava i fantasmi dell’infanzia: che abitasse i pozzi profondi pronto ad emergere con i suoi affilati artigli; …

LETTERA DI FERRAGOSTO

La brezza che schiude le persiane le pesche che si aprono alla bocca la gola che scivola nell’acqua la pancia del discover che borbotta Mario che incontro al Borgo Vecchio nella città che si difende dal deserto (ma dov’è finito quel bel deserto di una volta?) la cospirazione che si …

IN RITARDO (2)

vuoti il sole mentre spicchi il volo prima di posarti (ma ti posi mai?) e sull’aria flottanti le tue gambe di gelsomino beffando il tempo e  la sua musica   vuota il sonno disseminato di chimica e di miao-mao ridestato dalle languorose fisarmoniche dell’angolo parigino che scomparivano prima di apparire …

IN RITARDO (1)

il passo che passa e che ripassa senza che possa spassarmela trapassa sullo stesso sasso sul fosso del dosso fino all’osso   (luce spessa di mezz’estate)   il tuo corpo scivola il mio s’inceppa sale e scende nessuno lo tocca scompare per stanchezza o per stolidezza   vuota il sogno …

FORMICHINE (2)

Quanto parli spieghi esibisci quanto zitto nascondi dissolvi Ipsum est, padre mio   Preso dal fuoco di un baluginìo estivo sull’orchestrina cadaverina di corpi sfatti angosciati d’allegria perdi anche udito tatto e finalmente gli occhi   T’accartocci sui resti del tuo scheletro lasci che anche l’ultima frequenza vada a farsi …

FORMICHINE (1)

Dune di ferragosto gialloro intrecciare silenzi con rare palme druidiche sul mare che sonnecchia tramontando   Avresti dovuto perdere con il gusto e l’olfatto anche la vista mentre il gelo ri rode il giochino   In quell’assenza che chiamano spazio e in quell’attesa che chiama vertigine tu rifai il verso …

FOGLIO

Non osò appoggiarsi sul foglio la penna. Tutti dissero: fatti una tua idea. Ma come fai? Perché il signor X dovrebbe avere ragione più del signor T? Ma come? Parlano i fatti (dicono entrambi). Fatti? No, non ci sono fatti. I fatti sono pallida rappresentazione delle idee. Sono solo ciò …

ATTRICE 2

Da una posizione distante mi sfugge il tuo soffio ma ti vedo fra gli altri. Sarà per questo. Le carezze d’acquattarti lo schiaffo e il gioco si stendono. Li abbraccio mentre si fermano gelidi.   Da quella distanza che comprende ritrovo il mare minaccioso che t’incombe corpi e luoghi che …

ATTRICE 1

Da una posizione d’angolo il messaggio è incompleto ma il senso è di gran lunga più desto. Sarà per questo. Profilo sudore volteggio sono  il punto di fuga. Li afferro mentre schizzano via. S’illudono di mostrarsi ad una folla. Resto l’unico spettatore invisibile.   Da quell’angolo il buio traversale m’impedisce …