CAPULIATO DI POMODORO

Capuliato di pomodoro di primo mattino. E la pelle salata sa di salamoia avariata mentre si snoda una lenta danza ubriaca giù per le scale di un cielo rossastro che è già sera. Pareva d’incenso quel profumo tombale che vide la fine, la sorte. La morte.

GELATINI

Un ammasso di corpi gelati da un vento polare che dall’alto e attorno e dai lati del campo costringe la gravità oltre se stessa come fuori da una scatola di graffette metalliche. Sono di ogni colore, teste su e giù fuori da ogni cover divina, dura e ghiacciante da scricchiolio …

TSE-TSE

Di colpo svanivo mollaccio su di una panca di legno segnata da unghia di draghi alati di riposo da cacce sfinenti. E tornavo al padre per giorni interi perdendomi nel senso dell’esserci, privo di qualsiasi senso di senso compiuto. Incomprensibile il mio verbo parlavo tra me e me senza aprir …

ADDIO

Reciprocità cieche si perdono nel tempo andato a perdersi negli occhi. Troppo timidi per darsi un nome. E nella pioggia d’un infante a quattro zampe si nutriva il segno profetico di un tardo, salubre ed ignobile, addio.

TOGETHER

Ha un sapere che la sa lunga la chioma di riflessi dorati ingialliti dal fumo di bambini attenti alla trasgressione per vivere più dei simil pari corso. E una voglia di dirla tutta che d’un tratto valichi i confini di un sapere silenzioso fino a soffocare le ginestre sopravvissute a …

BLU NOTTE

Si intravede dal collo segnato dal nastro pellato di una borsetta a pois il sorso di un accenno di erudita fantasia d’affanni d’inchiostro e lacrime astigmatiche. Un fiore sta al centro, blu come la prima notte che vidi sfrecciare una stella tra le polveri nel cielo di Saturno. Lo stai …

FUGA

E si solleva un sasso, su per il cielo senza disombrarne il costato di insaziabili animaletti vivi e schiacciati dal peso di un’oasi celestiale che li vuole tetri e impauriti. Il capo ha indicato una via, di fuga.

UN ATTIMO

Il buio avvolge lo spazio attorno a due ante vetrate trasparenti una vita fuori dal tuo tempo. E voci confuse soffocano il desiderio di morte sociale da messa in scena dell’ultimo uomo sulla terra. Come è facile dirsi essere. Vivente è la bruttezza che avvolge corpi dissimili dal dettato fin …

TREGUA

Una condizione ineludibile ti investe la vista ogni santo geriatrico ricovero del tuo conto corrente in preda ai sogni intrappolati dentro ad un inguaribile povertà palliativa. E rileggi una mela al contrario mentre salti quantici ti riportano indietro al mese che dietro senti vivo e vegeto come in uno stato …

IMMOBILE

Sotto una calda coperta d’agosto si snoda una danza immobile che il tempo saprà dimenticare. Ed esala su un’altura incontaminata dall’uomo il senso di inadeguatezza che con forza avrebbe scalfito le guance di chi non sa riconoscersi a pochi metri dall’altro. Altro è sentirlo scorrere fino a bagnarti. È un’alba …