SIAMO TUTTI UN RACCONTO DI RAYMOND CARVER

Donna arrivò che era l’ora di cena, parcheggiò proprio davanti alla porta ed entrò con la bambina in braccio.

Si tolse le scarpe e le lasciò lì. Era molto sporco di fango, gli ultimi giorni non aveva fatto altro che piovere.

Jeff stava suonando il banjo come al solito a quell’ora, nella stanza dei giochi. Ripeteva molte volte la stessa sequenza.

Lei fece uno “HAI!” di saluto e lasciò Edith sul pavimento. La piccola mentre riprendeva equilibrio fece cadere il ciuccio, poi si guardò attorno. Donna cadde sulla poltrona e dopo un minuto afferrò il       telefono. Riprese a piovere.

 

Più tardi, Jeff stava cuocendo la zuppa quando si ricordò che Dharma non era rientrata ancora. Era una femmina di quattro anni, incrocio tra un labrador e un akita, bianca grande e coccolona. Odiava la pioggia e nel giardino aveva poco spazio per ripararsi. Così, quando pioveva a lungo, Jeff le apriva il cancello in modo che potesse ripararsi da qualche parte. Tuttavia c’era sempre il pericolo che corresse via sulla Iowa road . Donna protestava a volte per questa imprudenza.

La minestra era quasi pronta.

Jeff si infilò alla meglio gli scarponi. La strada era deserta. Non la chiamava, tanto era inutile. Se era vicina sarebbe venuta. A volte Jeff pensava che il suo cane fosse sordo. Certamente sentiva la sua presenza quando era vicino, ma non il richiamo della voce.

Dharma era un batuffolo bianco dentro a un cestino alla Fiera di Les Moines, il settembre scorso. C’era andato con Jumpy Jill. Jumpy aveva aperto una attività ma gli era andata male, così cercava un contatto alla Fiera per lavorare in un ranch. Era il suo mestiere, sapeva fare un pò tutto. Ma negli ultimi tempi abusava di farmaci.

Jumpy si era poi trasferito a Craven, al sud. Non lo vedeva più ormai.

 

Il cielo si era aperto e Venere sbirciava da dietro la stalla in rovina. Jeff ricordava una storia sentita da qualcuno, che gli antichi credevano Venere una stella, che osservarla faceva bene o male a seconda che, ma non ricordava più.

„domani lavori?‘ Donna si avvicinò

„andiamo a Mayville a scaricare. Ci sono due clienti

„fino laggiù? Tornerete tardi

„vorrei anche andare a trovare Jumpy. E‘ sulla strada

„l’hai più sentito?

„abbiamo messaggiato e basta, ma poco. Dopo il ricovero sembrava sulle sue. Mi ha mandato dei pezzi nuovi

„di chi?

Dharma cominciò ad abbaiare

 

Il wifi funzionava a singhiozzo. Donna amava le storie di persone scomparse.

Jeff stava mandando messaggi whatsapp e aspettava la risposta.

„sto male, non venire

„ieri è stata una giornata di merda. Ho preso ancora quella roba.

„mi reggo in piedi a malapena.

Considerato il tono dei messaggi, Jeff lasciò il telefono e andò in giardino. La luna era alta,

Dharma si avvicinò lentamente. Sembrava nei movimenti chiedere qualcosa, perplessa

 

Il sigarillo era praticamente finito ma Jeff sembrava non accorgersi. Aveva cominciato a fumare con Flash e Jumpy, nelle pause mentre suonavano. Un modo per condividere un momento e anche smorzare certo nervosismo.

„ Cominciare a cinquant’anni… dovevi essere un hipster“ Donna ironizzava.

Si addormentò un momento sulla sedia di vimini. L’umidità si faceva sentire. Dharma si alzò con le zampe davanti, ci fu uno sguardo tra cane e padrone, uno sguardo che sembrava sconfinato.

 

Poi, uno dei due si ritrasse, imbarazzato. In casa squillò il telefono

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