L’OCCHIAIA. 62).

Anguinei rivoletti di limo denso colano lenti giùgiù lungo le cosce della donna dai piccoli piedi ben curati… Le folte ciglia bionde balbettanti più che sottrarla, velandolo ipocritamente, la abbandonano a quel verde impudico che le accende di voglie gli occhi…

SULLE RIVE DEL TONTO (29)

Le nostre spalle pocopoco discoste dagli schienali delle sedie tutteequattro in bilico su entrambe le gambe posteriori per meglio accompagnare, dondolando, le mani sfarfallanti strette su carte che, ad ogni passata, una dopo l’altra, sbattiamo senza incertezze su altre carte sparpagliate vicino al mazzo in dormiveglia al centro del tavolo…: …

(L’OCCHIAIA. 61).

… Non sono solo… dacché vi ho messo piede, tutti i giorni, ad una certa ora, Altri si aggirano per la casa marcando metodicamente ogni angolo con i loro forti odori… Non l’ho mai sentita mia questa casa…: le tante stanze sono d’un vuoto asfissiante, innaturalmente buie e, specie quando …

SULLE RIVE DEL TONTO (28)

Non è difficile individuare la “cinquantamila” – l’accattivante azzurro nuvolo della carrozzeria spicca, nonostante l’oscurità incombente, fra le auto d’epoca tutte di un giallo accecante. Raggiungerla, bordeggiando e, ad un tempo, carezzando con l’indice occhiuto le linee filanti di questi bolidi capaci anche da fermi di sfidare la tramontana che …

(L’OCCHIAIA. 60).

Non sempre, a notte fonda incontro il tuo odore, l’odore di una donna conosciuta tempo fa… E puntualmente, sul far dell’alba, mi rode un dubbio: era la tua o la mia pelle a spigiamare questo profumo?

(L’OCCHIAIA. 59).

Inequivocabilmente alticcia la donna ripete di continuo qualcosa che, a sentir lei, dovrebbe interessarmi parecchio.- E sorride ogniqualvolta la sua testolina pencolante sbatte contro la mia vicinissima. Non so chi sia, eppure deve piacermi davvero tanto costei se non ritraggo la mano abbandonata fra le sue quando vi lascia cadere …

(L’OCCHIAIA. 58).

E certe sere d’estate, specie quando un cielo zaffirino le scivola malizioso lungo i pallidi fianchi, una luna quasi piena popola questo angolo di terrazzo verdeggiante di rampicanti di gechi in apparenza disinteressati: decine e decine di bocche fameliche che, mai stanche, lucertolano, pronte a spalancarsi, dietro a lingue scattose …

(L’OCCHIAIA. 57.”Bipedi 4”)

In equilibrio precario su un tip-tap azzardato fra le ostiche sedimentazioni del quotidiano l’uomo avanza, lentamente:- la pelle incartapecorita del suo viso fa a pugni col rosso turgido di una rosa tenuta stretta stretta al petto palpitante e di continuo offerta a qualcuno che immancabilmente lo scansa…

(L’OCCHIAIA. 56).

Entro ed esco dal solco ora netto e profondo ora appena accennato di una ruga che di punto in bianco frastagliandosi mi smarrisce sulla larga nuca abbronzata dell’anziano giusto quando costui, contate delle monetine sul palmo della mano le sparpaglia facendole tintinnare sul ripiano del banco, saluta e, a piccoli …

(L’OCCHIAIA. 55).

Ai quattro angoli di ogni stanza mucchietti di sale bianco o rosa cedono malvolentieri ad astuti venti venuti apposta da lontano sentori d’alga. Poche le finestre ma tutte quante avide d’azzurro. E nei bui e silenziosi corridoi rotaie, rotaie che, divergendo o convergendo senza mai ingarbugliarsi, sfrecciano verso corridoi di …