NO, QUESTA

mi tengo una mano tra le cosce, come da bimbi, e chiedo a bassa voce all’impiegato di aiutarmi, che non ce la faccio, mi sblocchi la vescica, per piacere, mi recuperi il PIN, il PUK, lo SPID, faccia in fretta, mi sento scoppiare, mi fa male la pancia, mi sblocchi la vescica per piacere, e lui mi risponde serio e dispiaciuto che non può, che c’è la privacy, che dovrebbe venire a casa mia, ma non può, che devo andare a casa e reimpostare tutto, che prima devo andare all’Anagrafe, a farmi reimpostare la CIE, che devo recuperare – e qui sento un rivolo caldo che esce dalle orecchie, prima l’orecchio destro, e poi anche dal naso, dagli angoli della bocca, tra le gambe una macchia rossa che si allarga e a me ritorna piano un barlume di sorriso: faccia pure con calma, dico, ora va tutto bene, va tutto benissimo, e cado a terra in un lago di roba vischiosa e rosagnola, fa le bolle

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