BABILONIA MORTA

Mi è stato riferito che la mia famiglia crede di essere viva e di essere seduta a tavola in una sera d’estate che non è mai esistita. Personalmente, vado ogni settimana al cimitero, ho una buona memoria, ma tra i ricordi dell’adolescenza non mi sovvengono scene di questo tipo. Non sento odore di cibo, rumore di stoviglie, né voci femminili che dicono di voler cambiare le tende, né vedo un uomo sui quaranta che in questo momento aggiunge un pizzico di sale alla pietanza. Non vedo neanche la goccia di sudore solitaria che cola dalla fronte di una donna. Né un tovagliolo che cade per terra. Niente di tutto questo è mai accaduto: la descrizione di ogni ulteriore dettaglio piuttosto comproverebbe il falso. Questa storia non esiste. E anche se solo per un momento dovesse insediarsi nella mia testa, anche se solo per un momento dovessi rivedere l’uomo che si soffia il naso, che guarda in lontananza, oltre la finestra, oltre il buio della campagna.

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