Sono gelosa dei miei dispiaceri —
li nascondo sotto al materasso, nella
fodera del guanciale, ci passo la notte.
Non li divido, non li presto, non li metto
in banca. Che non ti venga
in mente di toccarli, di arraffarli
con le belle parole degli investitori —
non frutteranno, non come vorresti.
Sono la moneta che non cambia
faccia se la volti, la banconota
che firmo e scarabocchio rectoverso.