A Marrakech

sono due che si incontrano alla fermata delle corriere mentre un terzo aspetta l’ora della partenza lontano seduto in una panchina del mercato.  Pensa ai due che si saranno incontrati e staranno parlando dell’accadere degli orari e di ripetere l’odierno in un’altra piazza in un’altra città considerando anche lui lontano che pensa al caso di rivedersi o no tra qualche tempo e poi si saranno guardati per un abbraccio. Invece al momento sono sospesi nei ritardi stupiti come dire dove stiamo per tornare o andremo, prima uno e poi l’altro. Si abbracciano. Mentre il terzo si alza lascia la panchina attraversa il centro del mercato, sicuro che il treno passerà in orario e curioso tra i paramedici della piazza crede di capire i rimedi dai loro gesti lunghi larghi suadenti a giro di un mezzo manichino anatomico scorticato ciotole di erbe polveri e semenze. Si mette il fazzoletto al collo. Decide la strada lunga per la stazione passando dal cantastorie che accompagna a quattro corde l’accaduto di quello seduto in una panchina che guarda la colomba e il serpente del giocoliere come i due  lontani al terminal delle corriere, certo turbati tra i cavadenti mucchietti e piramidi di molari canini incisivi e invece sono al gps tra altre mappe orientate al capolinea dei pullman che non ci sono e forse arriveranno si e no. Lo scampanio dei venditori d’acqua che ammiccano suadenti. Sicuro che il treno passerà in orario, curioso dei battipiedi nudi su tamburi incalzanti a terra, guarda le mani ai bongos, si chiede quanto durerà il ricamo dell’enne nelle mani delle future spose e chi darà sfogo alle nacchere di ferro. Già oltre il muro rosso che lo separa dalla piazza, Si sofferma dai lustrascarpe, poi al bar comodo ad ammazzare il tempo. Lascia cadere una zolletta di zucchero nel te caldo. Si tappa le orecchie con i palmi delle mani per attenuare il richiamo del muezzin. Si immagina in preghiera. Immagina che uno dei due sarà andato al bagno del terminal, l’altro sarà rimasto fuori a controllare le valigie. L’altro nel bagno per leggere un messaggio, fare una telefonata, rispondere al messaggio, sbisognarsi, fumare. In quanto tempo la zolletta di zucchero si scioglie nel te caldo? né messaggi, né telefonata. Non fuma. Sarà tornato senza tirare lo sciacquone. Gli toccherà guardare le valigie a sua volta ma l’altro non ha urgenze. Si guarderanno Impensieriti. Invece sono tranquilli nel separarsi dicono di incontrarsi ancora in un’altra città, tra qualche tempo. Noncuranti dei contrattempi e dell’altro assente ed è per questo che si crede importante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

TRE VASETTI
Lidia faceva la rivoluzione con tre vasetti di yogurt. Col naso sporco di farina, nel forno s’alzavano le pagine di Read more.
ARTURO
C’è un mare che avvolge un anima triste d’amore su colline gialle distanti da cieli infiniti interrotti dalla bellezza di Read more.
(All’amico scomparso) SEI
Non per assertività, ma per discordia di pensieri, di desidéri. La piazza a forma d’occhio nell’onfalo di Ortigia e la Read more.
UN BACIO
Triangoli di cento lati. Un divano sanguinante. Un bambino che batte le manine davanti a un albero pieno di artigli. Read more.
Come Cheval
“Che fare, camminando perpetuamente nello stesso scenario, se non sognare? Per distrarre i miei pensieri costruivo in sogno un palazzo Read more.
il ritorno rosicchia la padella
il ritorno rosicchia la padella dopo averla sbucciata per me, che per la felicità mi rosicchio la gamba e le Read more.
A Marrakech
sono due che si incontrano alla fermata delle corriere mentre un terzo aspetta l’ora della partenza lontano seduto in una Read more.
Quello, quella, quelle, quelli.
È il 25 maggio e quello raccoglie carte e ora esce a prendere birre e il silenzio è interrotto dai Read more.
protocollo per gestire l’emergenza
l’istituto locale per l’assegnazione aspetta di aggiustarli prima di assegnarli ma siccome il rischio è che se li possano pigliare Read more.