Decido di andare al museo Bilotti, orangeria dentro villa Borghese.
Quadri e foto. Andy Warhol, Larry Rivers e Giacomo Manzù, ancora Mario Schifano. Foto di Nobuyoshi Araki, Lillian Bassman, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, Luca Campigotto, Henri Cartier-Bresso ed altri.
Davanti alla collezione De Chirico un giovane e un anziano commentano. Oltre una regata storica veneziana si impone la serie degli archeologi. Traslochi. l’incongruo delle ombre. In un video di cortese divulgazione Vattimo interpreta Nietzsche ad uso De Chirico. La vita come mancanza. Ritrovare il reale da ritornati in luce tranquilla. Ricordo la stanza dove è sepolto l’artista nella chiesa di S.Francesco in Ripa. a lato di una grande quanto scura crocifissione.
A sera finalmente un ristorante aperto in zona casa, la ragazza che serve ai tavoli mi dice che fuori menù vi sono saltimbocca alla romana, li scelgo. Tuttavia mi viene un dubbio. Richiamo la ragazza e le chiedo se la carne sia di vitello o di maiale. Vitello, è certa. rinsaldo la mia scelta. Tuttavia dopo un po’ ritorna e conferma il mio dubbio. La carne è di maiale. Cambio con una amatriciana con visibile delusione della ragazza. È anni ormai che nei ristoranti romani il maiale ha sostituito il vitello nei saltinbocca e non ci casco. E tuttavia il rigore deontologico della ragazza si sarà consumato nel dubbio: perché sgaloppe di maiale no guanciale si?
FOTO DI GIUSEPPE ZIMMARDI

