È estremamente raro che un mammifero muova le mani come una nuvola (da fermo): a parte il gruppo dei monotremi, infatti, non si conoscono altri esempi in natura. Ancor più raro è vederne uno che sta sulla gamba sola del gallo dorato. In fondo alla sala, però, c’è un tale che vuole esprimere il suo dissenso: ho visto io stesso, dice, a un certo punto, l’intera classe di una terza media praticare l’esercizio di avvolgimento della seta (a un braccio), la posizione del palo in piedi, la gru bianca che apre le ali.
È estremamente raro che un mammifero si tiri indietro e respinga la scimmia, che inizi la forma, che faccia la frusta singola. Ma ancor più raro è vederne uno che scavi crateri sulla luna: più o meno uno ogni cento milioni di anni. L’uomo ha trentotto ere geologiche, due case al mare, un certo spirito d’osservazione, e in quest’istante scuote la polvere dai vestiti che indossa.
È estremamente raro che un mammifero divida la criniera di un cavallo selvaggio: a parte le Saole e i Pika di lli, non osserviamo niente in natura. Ancor più raro è vederne uno che muova le mani come una nuvola (in movimento). Quello, però, insiste che nei pressi di casa, una coppia di anziani attendenti del Buddha, pestano il mortaio – girano, deviano, parano e colpiscono. Che insegnanti e bidelli di quella scuola praticano le sei sigillature, le quattro chiusure, l’apertura rituale del cancello. Che sono come aghi in fondo al mare, ventagli dietro la schiena. Serpenti che scendono strisciando.
(ALTOPIANO MIX, foto di Gaetano Testa)
