LA PERSONAGGIA

Perciò, a un certo punto, alza gli occhi dal piatto e dice: vorrei andare a letto. Glissando con disinvoltura sulla pietanza. Indifferente alla persona del marito, al cane che deve ancora mangiare e a una finestra che sotto i colpi del vento sbatte dietro la sua schiena. Ma per raggiungere la perfezione deve arrivare in camera sua restando a tavola. Così parla Nhat Hanh, in proposito: la meditazione seduta è un modo per “tornare a casa”; se siedi su un cuscino accertati sia dello spessore giusto, di avere i piedi ben piantati per terra, le mani salde sul tavolo; non lottare, non combattere, non provare ad alzarti, rilassati come se sedessi in riva al mare. Ma per raggiungere la perfezione deve arrivare all’autorealizzazione e alla consapevolezza di sé: trovarsi a cena ma nello stesso tempo in orbita su un pianeta nano, essere ad Okinawa ma nello stesso tempo in un bagno nella foresta.  Per raggiungere la perfezione deve tornare indietro: capodanno 1802. O decifrare il vento che entra da quella finestra: verso est promessa di raccolto, verso ovest ancora un anno di carestia.

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