RESTI TRA NOI (14)

Il Caldiero
Caldiero era un tipo in gamba, anche se di gamba gliene mancava una. Procedeva a testa alta, basculando sulle stampelle (di quelle che poggiano sotto le ascelle) e ogni tanto cadeva. Si rialzava da solo e riprendeva a camminare come se nulla fosse. Per me il Caldiero è sempre stato motivo di riflessione. Ogni volta che mi capitava di notarlo, ne ammiravo il portamento e il senso di dignità che trasmetteva. Ricordo bene il nostro ultimo incontro. Procedeva sul mio stesso marciapiede in senso opposto, insomma veniva verso di me. Io stavo vivendo il periodo più faticoso della mia esistenza: ero in piena crisi di mezza età ed ero a un passo dalla separazione. Devo anche premettere che, nonostante negli anni avessi incrociato il Caldiero molte volte, non ci eravamo mai rivolti la parola, neanche un cenno di cortesia, fino a quel giorno. Quando ci trovammo a pochi metri l’uno dall’altro, lui si fermò di scatto. Le grucce traballarono, tuttavia lui mantenne sicuro il controllo. Si limitò a fissarmi, inducendomi a fermarmi a mia volta e reggere il suo sguardo. Entrambi percepimmo quello che i giovani d’oggi chiamerebbero connessione. Ci fanno appassionare per anni al metodo Montessori, per poi sbatterci in un mondo che di montessoriano non ha niente, disse con voce ferma. Detto questo riprese per la sua strada e non lo rividi mai più.

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