Abbraccio metà della tua assenza,
porta il nome proprio dell’ombra.
Ti guardo disegnare cervelli,
corridoi, pupille e disappunto.
E se sussurrano ancora le vertebre,
salde per un bacio,
coriandoli colorano mandibole.
Scrivi pure sul mio finestrino,
di un inverno che scorre in parallelo.
(da “Cucina vigliacca”, Giulio Perrone Editore, 2024, su autorizzazione dell’Autore)