Non è un’approssimazione. Non è una stima. Non è l’ospedale dell’Alabama dove J. Marion Sims gettò le basi della ginecologia a spese di Anarcha Westcott, Betsy, Lucy e altre 9 schiave nere non identificate, su cui sperimentò i suoi strazianti interventi senza uso di anestesia. E non è un biscotto a forma di svastica, né un rito segreto di iniziazione. In quel posto preciso, a 6 pollici di profondità, si trova il punto zero dell’era in cui viviamo: la cucina del 32 , piano secondo interno B, di piazza Roana a Camporovere di Asiago. Lì, una massaia pianta chiodi d’oro e traccia confini: qui, dice, dove finisce il Pliocene e inizia il Pleistocene, preparo i miei cannelloni alla norma, i miei risotti di mare, da qui parte il processo evolutivo della razza umana. E non è il traffico delle 12 di piazza Indipendenza, né una vongola oceanica che ha 507 anni di vita. Non è l’uomo che passa in quel momento dalla piazza, rovinato dal dolore.
LA LINGUA INCONTRA TREMENTINA
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