DA GIORNI NON SI PETTINA

da giorni non si pettina la finestra spalancata sull’azzurro il vento carezzevole sulla vallata i campanacci delle mucche salgono e scendono la scala musicale la cornacchia gracchia raschia l’aria i capelli lunghi aggrovigliati ramificano il vuoto il tonfo del pettine il vento carezzevole sulla vallata i campanacci delle mucche salgono …

5/11

Niente è niente e non è mai niente Sera (ne abbiamo abbastanza del mormorio del niente) Contro il buio/ Nel buio (tutto mio) Occhio sinistro, orizzonte, maniglia, coltello Volo d’uccello nello specchio frantumato Vecchio che cammina all’indietro Stoffa di vela Balcone di palazzo Lettera di alfabeto celeste Vuoto, antimemoria Tavoletta …

PAESAGGIO ANEMICO

Quando le forze si disperdono e l’anemia aggiunge una distanza al paesaggio io mi riduco, al risveglio immagino un cappio d’acciaio che scende dal soffitto la stanza è un’immagine della mente in cui regredire, farsi lanicchio. Il THC, se assunto quotidianamente scioglierà l’inverno in gesti fantasma jump-cut dei giorni, mi …

UNA POLVERE

si sentono gli intervalli tra un flusso di parole e l’altro. dell’altro al telefono. la tv di stato affronta la guerra attraverso la Elah. i preparati per torte sono anche reagenti per lo studio della poesia di Antonia Pozzi. dopo usati, i margini delle scatole di cartoncino restano aperti e …

IL PRIMO CAPRIOLO

Mio padre non sapeva disegnare. O meglio, qualcosa sapeva disegnare, essendo stato ladro e poi ragioniere, disegnava bene planimetrie di case, servendosi però di goniometro e righello. Da quando comprò il mio astuccio elementare, qualcosa in lui cambiò: scoprì i colori e la mano libera. A Natale finì di disegnare …

DAI BALCONI DELLA MIA CITTA’

Ero affacciato al balcone. Rimasto in città in un giorno di festa. Si sentivano gli uccelli piuttosto che le macchine. Non mi capita spesso di rimanere in città di domenica. Né di sentire gli uccelli. E mi viene voglia di conoscere i loro nomi, per potere informare chi mi viene …

ADDIO ALLE SCARPE

La mattina del 27 febbraio il colonnello Gatto, con oscura determinazione, rinunziò alle calze e alle scarpe e si preparò ad affrontare la giornata in questa imperfetta uniforme. Tossì un’ultima volta sul pianerottolo. Chiamò l’ascensore pensando che il passaggio dalla moquette dell’appartamento al marmo condominiale non era stato così traumatico, …

KRONENSTRASSE

Confermo che il figlio del borgomastro  si ciba incessantemente da un numero infinito di giorni. In parte, l’ho visto con i miei occhi. Pertanto, uscendo da casa di Ussulo, discesa la scalinata che porta alla prima delle due piazze centrali, sbucati su Kronenstrasse e una volta arrivati, sedetevi: qui abbondano …

CANTABILEOSTINATO I

gaglioffo nelle inezie dove affogo mi dò spago perplesso guardandomi scendere le scale chiedendomi chi è l’altro che mi guarda in attesa del mio piede in fallo del coccige contuso stretto dentro un vestito dédomé lunga la barba miope comunque non demordo

PER UNA CRITICA LETTERARIA DADA

l’osservazione è la chiave per scrivere una buona descrizione. ad esempio, se stai scrivendo di un luogo, inizia piegandolo a metà lungo la sua lunghezza. quindi tira l’angolo al centro e calma il cervello per alcuni istanti, dandogli una pausa dal duro lavoro di resistere ai venti. prendi il manico …