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la fragilità
il terzo tratto distintivo è quasi
tautologicamente connesso con la fortezza-
della-parola infatti se una parola è soltanto
forte puoi scartarla (è quello che i
perditempo ben dotati fanno mentre attentati
efferati contro donne e bambini rovinano i
fine-settimana a gli elawiti turchi)
ma se è subito fragile insospettisce non è
per niente facile scartarla immediatamente
ha qualcosa del neonato che si agita e ti
fissa e sai che non sai che cosa sta fissando
la parola che nasce fragile è un controsenso
e una sfida tocca immediatamente il cervello
e anche se hai fame indilazionabile di parole
prima di mangiarla te la rigiri tra le zampe
in quest’istante si potrebbe anche metterla
così che i millenni nostri l’hanno conservata
con tanta cura anzitutto perchè appariva
immedia- tamente fragilissima e certo la
poesia non poteva competere con la solidità
delle statue delle mura con la forza delle
linee e dei colori con la tenuta dei sapori
alimentari delle patate dell’olio delle cipolle
del sale del pane coi ricatti del suono-da-
richiamo