Le altre stanze non hanno un nome perché sono piccole e insignificanti. Questa invece è immensa, sembra una piazza, anzi una vasta pianura, tanto è grande. Questa stanza sì che ha un nome. Un nome forte e chiaro; e se lo merita tutto. È piena di nervi, di frasi future, affreschi trasparenti. Le sue pareti sono di carne umana. Specchiandosi sul suo marmo, vi passeggiano al trotto cavalli bardati e le amazzoni che li montano sfoggiano occhi aristotelici. Alcuni ominidi spaesati sbucano dalle fessure e vanno chiedendo una specie di perdono non si sa bene a chi, non si sa bene per cosa.
PERDONO
la parola in vendita (1995)
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208 ci sono nuvole che scendono dall’alto e nuvole che salgono dal basso nuvole costituite di grovigli e nuvole cresciute Read more.
LUNGHI TAVOLI IN LEGNO
16 Ottobre 2026
Lunghi tavoli in legno e un accorpamento. Per una speranza non videosorvegliata. C’è uno specchio d’acqua dove veglia un volto agile Read more.
CASTELLON DE LA PLANA, AGOSTO.
16 Ottobre 2026
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IN LINEA DI MASSIMA
15 Ottobre 2026
La fisiognomica è legge ormai, chi ha lineamenti non in linea, viene allineato. La linea di confine, tra una vita Read more.
B. (I) – fossili, uva, uragani
15 Ottobre 2026
immaginavi si trattasse di uva e fossili, schede precise di un oggetto traspirante e lucido, a volte le parole cadevano Read more.
TRE VASETTI
14 Ottobre 2026
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ARTURO
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14 Ottobre 2026
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