Editoriale

“Il Cric” nasce da una pretesa molto ampia, anzi, naturale: dire certe cose che altrove non sarebbe mai possibile. Primo: perchè non te le fanno dire. Secondo: perchè hanno deciso di farle dire a un altro. Soltanto che quest’altro, il tuo usurpatore, non avrà mai la tua voce, la tua naturalezza, il tuo eros. Vuoi un esempio? Non deve essere difficile immaginare che essere liberi è la cosa più bella al mondo. Liberi e sorridenti, certi che la verità risiede soprattutto nel bisogno di mettere in discussione l’esistente. Faccio un esempio ulteriore: se io ho capito che tu sei uno stronzo, o anche una stronza, e questa verità prima o poi verrà fuori in modo incontestabile, perchè mai dovrebbe essere impedito al più tempestivo di arrivare al fotofinish del riconoscimento con il già citato sorriso del primatista? Ecco, ecco a cosa serve questo giornale. Credo che queste poche parole bastino a spiegare tutto. 

Fulvio Abbate 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I MIEI TUMULI ROSA
Il signor D. in proposito ci scrive: Dovremmo diffidare delle parole di T. S. Eliot quando nella Terra Desolata racconta Read more.
L’ULTIMA TOMBOLA: 36. La pioggia
La stessa pioggia di giugno che – a rimanervi sotto – cambia. A vent’anni un addio agli orari per il Read more.
(capitolo trentesimo) E GLI AVOCADO SPARIRONO NEL GIRO DI UNA NOTTE
L’architetto: – fijo de mignotta come dire filius … ignotae, credo. Troia? non lo so – la signora bionda: –  Read more.
I DUE PESI
Quale tra duemila discorsi può dirci del nervo che attacca questi corpi anoressici e questi dentisti, questi spasmi alla riproduzione Read more.
FILIPPICA
Le cicale fanno il turno di notte, grippano i timballi insistendo su una minima semicroma e la stampante non cede. Read more.
ALTRI FRAMMENTI (16)
Gli schizzi dell’ultima guerra ci sono giunti in forma di appetito spropositato, di ruderi di edifici bombardati, di narrazioni di Read more.
CINQUE (SU TRE)
  (foto di Rosanna Costantino, 2020) Read more.
IO E LA POLLY – 3
Da piccolo ero capace di infilzare un verme nell’amo. Il verme lo rompevi in due, però ci stava anche intero. Read more.
PESCO AL FONDO AL FONDO TROVO
sepolta dal vivo già  morta disconnetto lo spago dal pacco traslocato dimenticato per anni pesco a fondo al fondo trovo Read more.