1. Staffilate, avevi detto, secche come rami e affilate come stalattiti. Per come parlavi. Per come
pensavi. Ti ricordi? Pendevamo dalle tue labbra, ci ricordiamo ancora i tuoi modi di sovrastare la
realtà. Te ne chiedevamo ancora.
Ma quel che rimane di te adesso è uno sbadiglio, sei diventato la lapide di te stesso. Il tuo nome non
canta più. Il tuo desiderio mi fa pensare a riti grigioneri la cui esistenza non solleticava nulla di me,
che mi ritrovo assente davanti al tuo miasmatico tono ctonio.
SBUFFI DI FUMO (1)
IN LINEA DI MASSIMA
15 Ottobre 2026
La fisiognomica è legge ormai, chi ha lineamenti non in linea, viene allineato. La linea di confine, tra una vita Read more.
B. (I) – fossili, uva, uragani
15 Ottobre 2026
immaginavi si trattasse di uva e fossili, schede precise di un oggetto traspirante e lucido, a volte le parole cadevano Read more.
TRE VASETTI
14 Ottobre 2026
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ARTURO
14 Ottobre 2026
C’è un mare che avvolge un anima triste d’amore su colline gialle distanti da cieli infiniti interrotti dalla bellezza di Read more.
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14 Ottobre 2026
Non per assertività, ma per discordia di pensieri, di desidéri. La piazza a forma d’occhio nell’onfalo di Ortigia e la Read more.
UN BACIO
13 Ottobre 2026
Triangoli di cento lati. Un divano sanguinante. Un bambino che batte le manine davanti a un albero pieno di artigli. Read more.
Come Cheval
13 Ottobre 2026
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13 Ottobre 2026
il ritorno rosicchia la padella dopo averla sbucciata per me, che per la felicità mi rosicchio la gamba e le Read more.