Portami al mare
Eppur sto qui, anche se l’unica cosa che vorrei è portarti al mare. Mi sento stupido e impacciato. Portami al mare. Un giorno sei sempre vicina e l’altro? Mi sento male al punto che, l’ingegneria mi si ripropone. È più facile per te pensare che fosse un investimento per il futuro. Il tempo mi darà ragione, ho pensato di dirti in chiusura dell’elaborazione onirica, quando con gli occhi sgranati inseguivo il sonno. Sono certo che quel modo di far finta che tutto non sia niente sia una trovata per te geniale, per me puerile. Non scelsi ingegneria con cognizione di causa, sapevo che prima o dopo sarebbe successo. Mi chiedi di leggermi e leggere non sai. Mi chiedi di farmi leggere e farmi leggere non voglio. Chiudi il libro dei segreti e continua a guardare fuori dal finestrino, magari pensando a soluzioni ingegneristiche. Altrimenti, occhi ignari potrebbero leggere loro malgrado e ripagarti in futuro con la stessa moneta. Che sciocco.